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Sanità | 02 maggio 2021, 18:01

Tragedia Covid in India: partita da Caselle la missione italiana per portare ossigeno

Cirio e Icardi: "La lotta al virus non conosce confini". La missione durerà circa due settimane, destinazione l’ITBP Hospital di Greater Noida di Delhi

Addetti sanitari in partenza da Torino Caselle

Partita da Caselle la missione che porterà aiuto in India contro il Covid

Sono decollati dall'aeroporto di Torino per portare un aiuto a una fetta di mondo in cui il Coronavirus sta mietendo vittime a ritmi insopportabili e il Piemonte reciterà un ruolo centrale in questa operazione. Un team italiano composto in gran parte da personale della Maxiemergenza 118 della Regione Piemonte, oltre che da un medico della Regione Lombardia e una rappresentante del Ministero della Salute è partito oggi pomeriggio dall’aeroporto di Torino Caselle con aiuti e materiali per fornire supporto all’emergenza coronavirus in India.

La destinazione finale sarà l’ITBP Hospital di Greater Noida, Delhi. La missione, che durerà circa due settimane, è coordinata dal Dipartimento della Protezione civile nell’ambito del Meccanismo europeo di Protezione civile e al comando del responsabile della Maxiemergenza del Piemonte, Mario Raviolo e consentirà di dotare le autorità sanitarie indiane di un sistema per la produzione di ossigeno messo a disposizione dalla Regione Piemonte, in grado di rifornire un intero ospedale, insieme a 20 respiratori polmonari donati dalla Struttura del Commissario straordinario per l’Emergenza coronavirus.

A salutare la partenza del gruppo sulla pista dello scalo torinese sono intervenuti l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, rappresentanti del Dipartimento di Protezione civile, dell’Aeronautica militare e dell’Aeroporto di Torino. "Il Piemonte risponde con orgoglio alla chiamata dell’Italia in soccorso dell’India, stremata dalla pandemia - osservano il presidente della Regione, Alberto Cirio e l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi -. L’esperienza ci insegna che nella lotta al virus è fondamentale unire le forze. Il Piemonte, come l’Italia, non dimentica l’aiuto ricevuto in questi drammatici mesi da molti Paesi, come Cina, Cuba e Israele, ma nello stesso tempo, non esita appena possibile a mettere in campo le sue migliori strutture e professionalità dell’emergenza a disposizione della comunità internazionale. Esprimiamo la nostra gratitudine al personale che andrà ad operare in un contesto ora particolarmente critico come quello indiano, ma anche a chi combatte quotidianamente la stessa battaglia nelle nostre realtà locali e nazionali, altrettanto impegnative".


"Portiamo in India un collaudato sistema di autoproduzione di ossigeno 93% PSA (Pressure Swing Adsorption) che produce 61.800 litri di ossigeno all’ora – spiega il capomissione Mario Raviolo -, con la capacità di rifornire in continua 68 pazienti intubati, oppure 17 pazienti in caschi Cpap ad alto flusso, oppure 103 pazienti che necessitino di ossigenoterapia. Lavoreremo all’installazione delle apparecchiature e alla formazione degli addetti locali, attraverso un team di dodici professionisti, tra cui tre medici specializzati, due infermieri, un anestesista, un infettivologo, un urgentista e quattro tecnici. Siamo abituati a intervenire negli scenari delle catastrofi internazionali, l’assistenza sanitaria non conosce confini. In Piemonte, disponiamo di un Emergency Medical Team Type 2 (EMT2) unico in Italia e tra le dodici analoghe strutture presenti in tutto il mondo".

Personale e materiali sono stati imbarcati su un C-130 messo a disposizione dell’Aeronautica Militare, grazie al supporto offerto dal Ministero della Difesa nelle attività di contrasto alla pandemia, disposte dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e dirette dal Comando Operativo di vertice interforze.

redazione

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