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Politica | 27 aprile 2021, 18:47

Piemonte, ottomila cani persi: la metà sono stati ritrovati perché provvisti di microchip

Il garante regionale per i diritti degli animali è intervenuto in Regione per la sua relazione annuale: "Abbiamo preso in carico 104 segnalazioni, riguardanti 10 specie animali"

Piemonte, ottomila cani persi: la metà sono stati ritrovati perché provvisti di microchip

Il garante degli animali Enrico Moriconi è intervenuto oggi in Consiglio regionale per il report annuale sulla sua attività. Moriconi ha esordito sottolineando come “il fatto di essere l’unico Garante regionale dei diritti degli animali in Italia conferma il fatto che il Piemonte conserva il proprio ruolo di precursore e di innovatore”.

Sono 104 – ha spiegato – le segnalazioni ricevute e prese in carico riguardanti complessivamente 10 specie animali anche se la maggior parte hanno riguardato cani e gatti. E' stato dedicato grande impegno alla valutazione del rispetto delle leggi che riguardano gli animali e, tra le attività più significative, si segnalano quella per la sterilizzazione delle nutrie nel comune di Torino e il progetto 'Salviamoli insieme', in collaborazione con il Centro animali non convenzionali (Canc) del dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Torino, per il recupero della fauna selvatica ferita”.

“Dei circa 8.000 cani giunti annualmente nei canili – ha continuato – circa la metà è stata restituita perché fornita di microchip e quasi altrettanti no perché ancora molti cittadini non li registrano”.

La zootecnia piemontese – ha aggiunto – ha visto dal 2005 al 2019 una diminuzione del 40% delle aziende di bovini con un numero di capi costante, mentre le aziende suinicole sono aumentate in un solo anno del 13%”.

Nel dibattito è intervenuta la consigliera Sarah Disabato (M5s) che ha sottolineato “il proliferare di associazioni animaliste e la necessità che la Regione stanzi maggiori risorse per il recupero di animali feriti o in difficoltà”.

Diego Sarno (Pd) ha evidenziato che “molti argomenti proposti nella relazione sono di stimolo sia per questioni regionali sia per questioni di carattere nazionale, dal momento che manca nell’ordinamento italiano manca ancora, per esempio, un codice sul diritto degli animali o la possibilità di inserire gli animali nello stato di famiglia”.

Francesca Frediani (M4o) ha ricordato come “la nostra economia spinga sempre più verso allevamenti che non hanno il benessere degli animali tra i primi obiettivi. Alcune pandemie, però, dovrebbero ricordarci che controlli di qualità che tengano d’occhio il benessere animale vanno a vantaggio anche dell’uomo”.

Per Marco Grimaldi (Luv) “il garante rappresenta un punto di vista e una necessità, svolgendo un compito che richiede cultura, sensibilità e rispetto per la nostra umanità ed è importante dotarlo di strumenti nuovi che possano supportarlo nell’espletamento della propria azione”.

redazione

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