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Politica | 24 marzo 2021, 21:00

Lo smarino di Torrazza in Parlamento, Costanzo: "Il Ministero rinuncia a rispondere con concretezza"

In un'interrogazione parlamentare, la deputata piemontese aveva chiesto di valutare l'impatto sul territorio

Lo smarino di Torrazza in Parlamento, Costanzo: "Il Ministero rinuncia a  rispondere con concretezza"

La deputata Jessica Costanzo

"Il nuovo super-Ministero della Transizione Ecologica non sembra partire col piede giusto". Esordisce così Jessica Costanzo sulla questione smarino a Torrazza Piemonte su cui depositato un'interrogazione parlamentare al Ministero dell'Ambiente. Come noto il comune risulta coinvolto nel progetto di realizzazione del Tunnel di Base del TAV come sito di deposito definitivo delle terre e rocce da scavo derivanti dalla realizzazione del Tunnel, nonostante l'intero territorio sia ormai da decenni caratterizzato da un notevole carico ambientale per la presenza di attività di cava e di discarica.

"In risposta alla mia interrogazione che chiedeva conto dell’impatto ambientale sul territorio del comune di Torrazza Piemonte del deposito di smarino conseguente alla realizzazione del tunnel di base della linea Torino-Lione - spiega -, il Ministero non ha fatto altro che ripercorrere lungamente i passaggi storici che hanno portato ai motivi della mia interrogazione, senza praticamente entrare mai nel merito o sbilanciarsi,anzi, rimandando le risposte al prossimo Piano di Utilizzo di Telt". 

A preoccupare Costanzo è il fatto che "nella risposta il ministero faccia riferimento al parere favorevole del comune di Torrazza Piemonte sulla soluzione proposta dalla società TELT". 

"Il Ministero non ricordare che il carico ambientale del comune era già stato considerato eccessivo sia nell'istruttoria che lo stesso Ministero fece nel 1996, decretando di dimezzare i volumi di rifiuti, sia nella delibera dello scorso giugno della Città Metropolitana di Torino che dava parere negativo alla realizzazione di una nuova cella della discarica a Torrazza Piemonte". 

Nessuna risposta alle domande poste dunque: "nè sull'aumento dei costi dovuti al cambio di progetto che prevede uno spostamento del sito di deposito da ovest a est, nè se esistano degli studi sull'impatto sanitario derivante sia dallo scarico dello smarino sia dalla dispersione in atmosfera delle polveri di rocce macinate. Data la delicatezza dei rilievi mossi, mi sarei aspettata una assunzione di responsabilità che evidentemente il nuovo ministero ha preferito delegare".

Antonia Gorgoglione

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