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Sanità | 26 febbraio 2021, 07:16

Rsa, l'allarme dei gestori: "Il sistema è in crisi, va rivisto"

I rappresentanti delle principali sigle regionali chiedono di rivedere la normativa regionale sul tema e di ragionare sull'opportunità di costruire nuove strutture, spesso in mano a grandi investitori

anziano mani conserte

Residenze per Anziani

Secondo gli enti gestori delle RSA, il sistema di assistenza residenziale agli anziani va rivisto nel profondo: queste istanze sono state espresse dai rappresentanti delle principali sigle regionali durante la discussione di una delibera di Giunta sull'introduzione di alcune linee guida per la realizzazione di presidi socio-sanitari per persone non autosufficienti.

Rivedere la normativa regionale

In particolare, viene richiesta una revisione della normativa regionale: “Durante la pandemia - ha sottolineato Michele Colaci di CONFAPIil sistema territoriale di supporto non ha funzionato e questo impone delle riflessioni, perché le risorse a disposizione ci permettono di coprire solamente 15mila sui 31mila posti accreditati; a questo va ad aggiungersi un costante aumento dei contratti a fronte di tariffe ferme dal 2012. La continua rincorsa alla costruzione di nuove RSA sta attirando l'attenzione dei grandi gruppi a discapito delle piccole realtà locali che svolgono una funzione fondamentale per il territorio: per questo occorre collaborare con Regione e ANCI per riscrivere la DGR 45”.

Sulla stessa lunghezza d'onda è anche Anna Di Mascio di LegaCoop: "La crisi - ha commentato – che sta investendo l'attuale modello sancito dalla DGR 45 e dalle leggi nazionali è evidente e il fatto che ci siano il 30% circa di posti vuoti pone un problema complessivo di sostenibilità e di prospettive per il futuro anche nei confronti dell'occupazione. La filiera deve prevedere una flessibilità di soluzioni per essere sempre più vicina alle famiglie e chiediamo un aumento della quota sanitaria perché la popolazione ha bisogni sempre più alti: il sistema è inadeguato, sono anni che spingiamo su questo tema ai tavoli regionali ma è ancora tutto fermo; sarebbe opportuno aprire un confronto con la Città".

Disparità di spesa pubblica

Michele Assandri di Anaste Piemonte ha infine posto l'accento su diversi dati critici, tra cui la disparità di spesa pubblica rispetto agli altri paesi europei: "In Piemonte – ha dichiarato - le strutture socio-sanitarie di assistenza per anziani sono 750; tra queste, quasi la metà ha più di 60 posti letto. Con una retta media di 80 euro al giorno la sostenibilità viene raggiunta soltanto da quelle con più di 80 posti, in questo contesto moltissime strutture non riusciranno a reggere. La media di spesa europea rispetto ai vari fondi sanitari nazionali, inoltre, è del 14% mentre in Italia non arriviamo all'8%. Secondo le ultime rilevazioni ufficiali, infine, il 40% dei posti letto risulta vuoto rendendo impossibile onorare gli impegni con i dipendenti e i fornitori, nuove strutture potrebbero quindi risultare solamente come grandi cattedrali nel deserto".

 

Marco Berton

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