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Attualità | 18 febbraio 2021, 17:49

"Le catturano e le uccidono come nei campi di concentramento": polemica a Brandizzo sul contenimento delle nutrie

La protesta di Andrea Rebora, brandizzese e volontario del canile di Chivasso. Il sindaco Bodoni risponde alle accuse. Interviene anche Barbarà Azzarà di Città Metropolitana

"Le catturano e le uccidono come nei campi di concentramento": polemica a Brandizzo sul contenimento delle nutrie

La chiama “Soluzione Finale”. Eppure non sta parlando della questione ebraica. Si riferisce alle nutrie che popolano le sponde del torrente Bendola, a Brandizzo. Una “piccola colonia” composta da circa dieci esemplari, che entro qualche giorno potrebbe non esserci più. 

Città Metropolitana e l’amministrazione comunale del sindaco Paolo Bodoni hanno infatti dato il via al “Piano di Contenimento della nutria” per cercare di limitare ed annullare la presenza delle nutrie sul territorio.

Il sindaco Paolo Bodoni lo ha fatto attraverso un’ordinanza che vieta ai cittadini di dar da mangiare agli animali, nutrie, scoiattoli e  anatre compresi . Città Metropolitana, invece, ha piazzato delle trappole lungo le sponde del torrente. Citando il Piano di contenimento, il passo succesivo, dopo la cattura, prevede “la soppressione effettuata con fucile ad aria compressa o con arma da fuoco”.  


(Una delle gabbie posizionate sulle sponde del Bendola)

"Io sto con le nutrie"

Ed è proprio a questo che Andrea Rebora, brandizzese e volontario del canile di Chivasso, si oppone. Con lui, anche altri tantissimi cittadini che qualche giorno fa si sono recati al torrente per impedire la cattura delle nutrie. Insieme hanno dato vita all’hashtag “Io sto con le nutrie”.

Deportazione e sterminio. Con questi metodi peculiari dei regimi totalitari il Comune di Brandizzo e la Città Metropolitana di Torino stanno drasticamente risolvendo il presunto "problema" costituito dalla colonia di nutrie che vive nell'alveo del torrente Bendola – dichiara -. Sono state piazzate gabbie trappola per catturare le nutrie che verranno soppresse, come riferitomi verbalmente dell'incaricato della Città Metropolitana, presente sul luogo con auto dotata di carrello per caricare le gabbie”. 

Quindi continua: “Ha precisato che l'uccisione sarebbe però avvenuta altrove, secondo il collaudato schema per cui anche i campi di sterminio erano nascosti agli occhi della popolazione. È giusto che i brandizzesi e i piemontesi  sappiano che il cosiddetto Piano di Contenimento della Nutria 2017-2021 prevede lo sterminio in quanto iniziali e sporadici tentativi di sterilizzazione sono naufragati già in passato.”.

Sterilizzazione delle nutrie

Ritiene che si tratti di uno spreco di denaro pubblico. “Soldi pubblici vengono sprecati in un momento di massima crisi economica e pratiche di crudeltà contro animali innocenti vengono poste in essere senza reali motivazioni – dice -. Le nutrie non costruiscono dighe come i castori e non si  riscontrano danneggiamenti agli argini nella zona dove vive la colonia”.

A Brandizzo, inoltre, le nutrie trovano riparo in vecchi scarichi. “Possono piacere o non piacere ma non danno fastidio a nessuno e poi parliamo di pochissimi esemplari”.

Rebora non è contro ogni forma di contenimento, ritiene soltanto che esistano altri modo, meno cruenti. “Mi sono messo in contatto con un veterinario in città per valutare la possibilità della sterilizzazione o del cibo anticoncezionale, “ la soluzione più  logica ed economica”. 

Le reazioni del sindaco Bodoni e di Barbara Azzarà, consigliera di Città Metropolitana

Sulla questione è intervenuto anche il primo cittadino Bodoni, che risponde alle accuse. "Personalmente non ho nulla contro questi animali - sono le sue parole -, il problema nutrie non é presunto per molti cittadini residenti vicino alle sponde del Bendola, che da molto tempo hanno segnalato al comune tale problema".

Lui stesso ha chiesto a Città Metropolitana di Torino di evitare l'abbattimento dell'animale "ma sino ad ora non abbiamo ricevuto risposte".

"C'è un'ordinanza nazionale che prevede l'eradicazione di animali che non sono autoctoni - spiega Barbara Azzarà, consigliera delegata di Città Metropolitana alla tutela della Flora e della Fauna -. Era cominciata una sperimentazione che consisteva nell'operare le nutrie per sterilizzarle ma per vedere se funziona è necessario un periodo di tempo. Inoltre questa soluzione prevede un impegno notevole da parte dell'Università per cui può essere applicabile nel momento in cui si verificheranno i reali vantaggi". 

 

Antonia Gorgoglione

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