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Cronaca | 07 gennaio 2021, 12:02

Nucleare, i cittadini si ribellano al Deposito Nazionale in Canavese: al via una petizione ed un gruppo social

Parte la lotta del Comitato "Io mi Rifiuto" e dell'associazione Pro Mandria. Arriva anche il no dei consiglieri della Lega Cane e Leone

Il no dei cittadini al deposito nazionale

L'area su cui potrebbe sorgere il sito

Una petizione on line ed un gruppo Facebook per dire "no" al Deposito Nazionale dei rifiuti nucleari in Canavese. Sono queste le prime reazioni dei cittadini all'indomani della pubblicazione della Cnapi, la Carta nazionale delle aree considerate idonee ad accogliere i rifiuti nucleari di bassa e media intensità che il nostro paese ancora produce. Tra le aree considerate idonee anche un sito tra i comuni di Caluso, Mazzè e Rondissone

Dopo le reazioni da parte del presidente Cirio, dei sindaci sindaci dei comuni interessati e di Città Metropolitana, anche i cittadini hanno iniziato a far sentire la propria voce. Come i cittadini del Comitato Spontaneo "Io Mi Rifiuto", che ha sede a La Mandria, frazione di Chivasso, a pochi chilometri dal sito che potrebbe accogliere la struttura. Hanno lanciato una petizione on - line per chiedere "alla Regione Piemonte, alla Città Metropolitana di Torino, alle amministrazioni locali (con il capoluogo Torino in testa), di opporsi in ogni sede a questo progetto altamente impattante sull’ambiente e pericoloso per la salute della popolazione Piemontese".

"Se lo smaltimento dei rifiuti radioattivi è una necessità per il nostro Paese - dicono -, riteniamo che i ministeri competenti abbiano l’obbligo di trovare soluzioni che non vadano ad aggravare situazioni ambientali di palese ed evidente criticità come quella del Chivassese-Basso Canavese".

Anche l'Associazione Pro Mandria ha aderito all'iniziativa: "L'associazione Pro Mandria, a tutela del proprio territorio già fortemente gravato da pesanti carichi ambientali e a salvaguardia della salute della popolazione, aderisce alla petizione on-line proposta dal Comitato Spontaneo di Cittadini "io mi rifiuto" per dire NO all'ipotesi di insediare nel Chivassese-Canavese il deposito nazionale di rifiuti radioattivi...".

Dall'altro lato anche i consiglieri della Lega Andrea Cane e Claudio Leone sono intervenuti sulla questione. I due hanno già predisposto un ordine del giorno da inviare a tutti i Comuni del territorio per chiedere al Governo di eliminare il Canavese dalla Cnapi. In particolare hanno sottolineato come il sito interessato sia anche terra dell'Erbaluce di Caluso, prodotto tipico locale.

"Ho preparato un Odg anche per il Consiglio Regionale al fine di richiedere che sia riattivato un confronto in Parlamento, come chiesto anche da un'interrogazione dell'onorevole della Lega Giglio Vigna alla Camera dei Deputati - commenta Cane -. Ritengo vergognoso che i Sindaci e gli enti locali siano stati sorpresi dall'alto senza essere stati informati prima! Pessimo esempio di anti federalismo, ennesimo sberleffo ai territori da parte di un Governo cadregaro che oramai rappresenta solo più il proprio istinto di sopravvivenza".

Regioni e i Comuni interessati – prosegue il consigliere leghista canavesano Claudio Leone, che presiede la Commissione che si occupa di Turismo a Palazzo Lascaris – non sono stati coinvolti, non si è tenuto in alcuna considerazione il patrimonio turistico, naturale ed enogastronomico delle Terre dell’Erbaluce. La zona individuata inoltre subisce già lo smog causato dagli svincoli della A4 per il polo logistico di Amazon, le discariche di Chivasso e Torrazza, la centrale a biomasse dell’ex Lancia, il deposito dello smarino della Tav a Torrazza e la possibile creazione di un impianto di produzione di biometano e compost nell’area ex Edilias, rappresentano di per sé delle problematiche ed irrisolte emergenze ambientali, alle quali non può e non deve essere assolutamente aggiunta anche la creazione di un sito di stoccaggio di rifiuti nucleari”.

"La Lega Salvini Piemonte non permetterà – concludono Andrea Cane e Claudio Leone – che il Canavese venga usato dal Governo come discarica. Questo è il primo atto di una serie di iniziative che prenderemo in ogni sede istituzionale, per evitare che i nostri territori, invece di vedere la luce in fondo al tunnel della pandemia, divengano un nuovo immondezzaio transpadano dove Roma andrà a collocare ciò che risulta scomodo alle regioni governate da forze amiche”.

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