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Politica | 19 novembre 2020, 16:12

Gavazza (Lega Salvini Piemonte): "Agevoliamo il transito delle merci piemontesi per difendere la competitività delle nostre imprese"

"Da anni la normativa vigente impone pesanti prescrizioni che limitano fortemente il traffico delle merci prodotte e commercializzate in Piemonte verso il mercato europeo"

Gavazza (Lega Salvini Piemonte): "Agevoliamo il transito delle merci piemontesi per difendere la competitività delle nostre imprese"

Da anni la normativa vigente per il transito dei valichi piemontesi, dal Monginevro al Moncenisio includendo anche il Colle della Maddalena, impone pesanti prescrizioni che limitano fortemente il traffico delle merci prodotte e commercializzate in Piemonte verso il mercato europeo sia per volumi  consentiti, sia per le limitazioni imposte dalla posizione geografica delle aziende all'interno del territorio piemontese". Così Gianluca Gavazza, oggi consigliere regionale della Lega.

“Come gruppo Lega vorremmo esporre la questione in Commissione Trasporti e capire i termini, con gli esperti delle associazioni di categoria, per favorire il transito delle merci piemontesi verso l’Europa. Il Riparti Piemonte deve anche “transitare” dai valichi a favore dell'ambiente e della competitività per le nostre piccole e medie imprese”.

Sul tavolo della Commissione Trasporti, guidata da Mauro Fava, verranno esaminate anche gli ulteriori blocchi legati ai trafori. “Oggi vengono limitati al transito del Frejus e Monte Bianco i mezzi pesanti fino a Euro5: vorremmo concordare con i concessionari dei tunnel una deroga agli Euro3 e 4 per tutti quei mezzi che trasportano merci piemontesi destinate Oltralpe”.

Una proposta esclusivamente finalizzata alla tutela dell'ambiente e all’economia piemontese. “Se un’azienda chivassese – conclude Gavazza - deve trasportare della merce prodotta, per esempio, a Sisteron (Francia) con un autoarticolato, oggi non può farla transitare dal Monginevro, come logica vorrebbe. Al contrario, dovrà farla transitare da Ventimiglia a causa delle restrizioni vigenti sopra citate. Tre i danni evidenti per il Piemonte: il raddoppio dei costi, delle emissioni e soprattutto la perdita di competitività rispetto a qualsiasi altro concorrente europeo: non ce lo possiamo più permettere”.

comunicato stampa

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