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Cronaca | 14 ottobre 2020, 18:36

Cittadinanze false a Crescentino, Ferrero: "Mi ero accorto di una concentrazione anomala di residenze di stranieri nell’abitazione di un dipendente comunale"

Il Comune sta valutando di costituirsi parte civile nel procedimento

Cittadinanze false a Crescentino, Ferrero: "Mi ero accorto di una concentrazione anomala di residenze di stranieri nell’abitazione di un dipendente comunale"

Durante la fase del lockdown aveva notato qualche straniero di troppo alloggiato in un appartamento di un dipendente comunale. Così il sindaco di Crescentino, Vittorio Ferrero, aveva chiesto agli organi di polizia di intensificare le indagini che erano partite già da un po'. E' così terminata questa mattina all'alba, la vasta operazione, denominata "Praemium" della Squadra Mobile della Polizia di Stato che ha portato all'arresto di quattro persone, di cui due dipendenti comunali, ed alla denuncia di 74 persone di origine brasiliana, per l'emissione di cittadinanze false. Le accuse sono pesanti: associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso, false attestazioni in atto pubblico, peculato d'uso e altri reati satellite come violenza privata. 

"Quando sono stato eletto Sindaco, nel 2019, nel discorso di insediamento durante il primo Consiglio Comunale avevo pronunciato le parole di “Trasparenza e Legalità quali pilastri da seguire come faro per gli anni del mio mandato - ha dichiarato Ferrero -.  Proprio facendo fede a questo impegno quando nel mese di aprile, durante le attività collegate al supporto alla popolazione interessata dal lockdown per la pandemia in corso, mi ero accorto di una concentrazione anomala di residenze di cittadini stranieri presso l’abitazione di un dipendente comunale, avevo ritenuto opportuno confrontarmi con gli organi di Polizia di Stato. Gli stessi avevano già in corso delle verifiche che, a seguito della mia dichiarazione spontanea, hanno intensificato nei giorni a seguire. Ringrazio, per questo, la Procura di Vercelli e la Polizia di Stato per l’accurata indagine svolta.  Questa Amministrazione Comunale sarà irreprensibile nell’adottare ogni provvedimento utile a garantire il buon funzionamento degli uffici pubblici. In questi giorni verrà notificata la sospensione dal lavoro dei due dipendenti sottoposti a misure di custodia cautelare ed avvieremo, nel contempo, una verifica immediata sugli atti di residenza rilasciati, sia su quelli sottoposti a misura di indagine sia sugli altri, e se, del caso, procederemo all'annullamento degli stessi atti in autotutela. L’attività di vigilanza da parte mia non è dunque mancata e sin dai primi momenti, in seguito alle anomalie che avevo riscontrato, dopo opportune valutazioni personali, avevo preceduto con le dovute segnalazioni a chi di competenza, nel rispetto del ruolo che mi onoro di ricoprire. Ovviamente in questi mesi non ho potuto esternare alcuna considerazione per il riserbo dovuto alle indagini in corso".

I danni, per il Comune di Crescentino, sono enormi. L'indagine ha infatti portato al sequestro dell'ufficio Anagrafe e Stato Civile. "Attualmente gli uffici comunali Anagrafe, Stato Civile ed Elettorale sono chiusi. Ci stiamo attivando per poter riprendere i servizi offerti alla popolazione già dalla prossima settimana, almeno con il rilascio degli atti essenziali di Stato Civile attraverso la collaborazione di ufficiali di stato civile di altri Comuni o con l’esternalizzazione dei servizi stessi. Nell’arco degli anni 2020/2021 la maggior spesa che saremo costretti a sostenere per sopperire al disservizio è quantificabile in circa 70mila euro". Ferrero sta anche valutando di costituirsi parte civile, "azione necessaria per tutelare il buon nome della Città dell’Amministrazione Comunale e dei dipendenti che ogni giorno prestano servizio con professionalità e abnegazione".

La complessa e articolata attività investigativa è stata condotta attraverso numerose intercettazioni telefoniche e l’installazione di microcamere all’interno degli Uffici pubblici del Comune di Crescentino che hanno consentito di documentare alcuni passaggi di denaro in favore di pubblici ufficiali per un giro d’affari di oltre 600.000 euro.

a.g.

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