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Cultura | 14 giugno 2020, 11:36

"The operate is better": Betlemme dedica una canzone per la lotta contro il Covid-19 all'omonima frazione di Chivasso

L'importanza delle relazioni internazionali emerge nei momenti di difficoltà. Un omaggio musicale a tutte le vittime del coronavirus dalla terra natale di Gesù alla Betlemme di Chivasso

"The operate is better": Betlemme dedica una canzone per la lotta contro il Covid-19 all'omonima frazione di Chivasso

“The upcoming is better, operate from Bethlehem to the world” è il titolo dell’opera musicale che alcuni artisti della città di Betlemme di Terra Santa hanno dedicato a tutte le vittime del Coronavirus, con un pensiero speciale alla frazione gemellata di Chivasso, la Betlemme d’Italia.

Due gemellaggi, uno politico e l’altro religioso, hanno unito queste due diverse realtà in una linea continua di supporto e rispetto reciproci.

A 2 km da Chivasso sorge Betlemme, una piccola frazione semplice e rudimentale, ricca di magia grazie all’atmosfera verde circostante che la collina Torre di Borghetto gli dona. Le sue origini sono misteriose, ma alcune analogie con la Terra Santa, oltre al nome così importante che possiede, la rendono oggi un luogo di culto e un posto di riferimento per tanti fedeli.

Chi ha provato a ripercorrere la storia delle origini della piccola Betlemme, ha trovato dei dettagli molto particolari. Sorgeva un Monastero di Religiosi con un ospedale, adibito all’accoglienza dei pellegrini del Nord Europa che volevano raggiungere la Terra Santa e che, con le lunghe distante percorse a piedi, manifestavano spesso infortuni. Lo stesso come avveniva nella Betlemme nativa di Gesù, una città di passaggio per le carovane che venivano accolte e le persone curate. La frazione di Chivasso risulta essere stata un simbolo di fede molto importante per i fedeli, devoti al Monastero e al suo nome.

Nel Novecento e fino al secondo dopoguerra, il Natale veniva celebrato come in tutti i luoghi d’Italia. Bisogna attendere la fine degli anni Cinquanta per iniziare a vedere i primi passi verso una valorizzazione culturale del territorio. Un paese con un nome tanto importante non può limitarsi a una celebrazione natalizia comune, bisognava risaltare il valore intrinseco di questa area. Con gli anni l’idea inizia a prendere forma, diventando una realtà viva. Nella Chiesa di Gesù Bambino, tutti erano invitati a partecipare alla funzione religiosa che iniziava alle 23, trasmettendo in contemporanea la messa celebrata a Betlemme di Terra Santa. Il Presepe prendeva vita in una grotta, realizzando la magia di quella notte.

Betlemme esce allo scoperto, grazie anche al contributo di RAI che realizzò un servizio dedicato a questa splendida area. Nel 1963 si gettano le basi per il gemellaggio con la Terra Santa che si concluse nel 1966. Quello fu il momento più significativo per il paesino piemontese e per i suoi abitanti che fu celebrato con il pellegrinaggio verso la Palestina dal 28 febbraio al 5 marzo 1966. In quella occasione è stato offerto ai betlemmiti chivassesi una statuetta del Bambin Gesù, che fu poi benedetta dal Papa Paolo VI, e un pezzo di frammento della grotta nativa del Signore. La statuetta, oggi, è situata nel Santuario Gesù Bambino e ogni Natale, al termine della messa di mezzanotte, i fedeli possono baciarla.

Gli incontri tra le due città continua negli anni, simbolo di un’unione sociale e politica di popoli diversi, uniti per la condivisione del rispetto della vita e delle culture.

 

Giulia Amodeo

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