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Politica | 17 aprile 2020, 10:59

Coronavirus, la Regione Piemonte mette a disposizione 5 milioni di euro nel 2020 per far ripartire lo sport

L'assessore allo Sport Fabrizio Ricca: “Le misure straordinarie per 5 milioni di euro andranno a sostegno delle diverse tipologie di destinatari che operano nello sport

Coronavirus, la Regione Piemonte mette a disposizione 5 milioni di euro nel 2020 per far ripartire lo sport

“Per il 2020 la Giunta regionale approverà un piano di interventi straordinari a sostegno dello sport piemontese, per fare fronte alle grandi criticità dovute all’emergenza sanitaria in corso, che ha costretto il mondo sportivo alla chiusura di impianti e attività”: lo ha detto l’assessore allo Sport Fabrizio Ricca nella seduta di sesta commissione, presieduta da Paolo Bongioanni, nella quale è stato dato parere favorevole a maggioranza al programma triennale messo a punto dall’assessorato.

“Le misure straordinarie per 5 milioni di euro andranno a sostegno delle diverse tipologie di destinatari che operano nello sport – ha detto Ricca – con particolare attenzione alle piccole realtà e all’attività giovanile, per scongiurare la chiusura definitiva per mancanza di liquidità. 4 milioni di euro verranno destinati subito a copertura delle spese correnti di funzionamento e di gestione ordinaria degli impianti e delle attività per i mesi di inattività, mentre 1 milione è previsto per i bandi tradizionali, che moduleremo ad emergenza finita anche con il supporto di Coni, Cip e federazioni”.

Il piano triennale si sviluppa su quattro assi d’intervento: impiantistica e promozione sportiva, sport tradizionali, tutela e promozione delle attività delle società storiche del Piemonte, sport invernali olimpici e paralimpici.

Al dibattito sono intervenuti i consiglieri Sarah Disabato (M5s), Daniele Valle e Diego Sarno (Pd), Carlo Riva Vercellotti (FI). Il presidente Bongioanni ha sottolineato la necessità di convocare le associazioni sportive e il Coni per la messa punto di un protocollo condiviso in vista della riapertura in sicurezza delle società.

Voucher scuola, sarà anticipata la finestra per fare domanda. Misure straordinarie per i servizi educativi 0-6 anni.

In commissione è stata anche sentita l’assessore all’Istruzione Elena Chiorino, che ha illustrato la proposta di delibera sulle modalità di gestione e i termini di presentazione delle domande per l’assegnazione dei voucher per il diritto allo studio 2020-2021 e ha informato i commissari sull’avanzamento della misura straordinaria per il  sostegno ai servizi educativi 0-6 anni sempre legata all’emergenza Covid 19.

Sui voucher scuola l’impianto della delibera è rimasto invariato rispetto alla scorsa annualità, con una dotazione di oltre 17,8 milioni di euro così ripartiti: 6,7 milioni per il voucher libri di testo, offerta formativa e trasporti, 4,4 milioni per il voucher iscrizione e frequenza, 6,6 milioni trasferiti dal Miur per il contributo statale libri di testo.

L’assessore si è confrontata con la commissione sulla necessità di dilatare il più possibile le tempistiche di apertura della finestra per la richiesta del voucher da parte delle famiglie: in accordo con i commissari si è convenuto di anticipare l’apertura in tempi rapidi e fino al 10 giugno, con possibilità di proroga, per evitare code agli sportelli per chi non potesse inoltrare la richiesta per via telematica.

Sono intervenuti i consiglieri Valle, Silvio Magliano (Moderati), Marco Grimaldi (Luv), Frediani.

L’assessore ha infine fatto il punto sulla misura straordinaria messa in campo a sostegno dei servizi educativi 0-2 anni e delle scuole dell’infanzia paritarie e private per la fascia 3-6 anni, che a seguito della sospensione per l’emergenza sanitaria gravano soprattutto sulle tariffe delle famiglie.

“La piattaforma per la rilevazione dei servizi a pagamento nei vari Comuni piemontesi è stata chiusa il 15 aprile - ha detto l'assessore -. Sono circa 500 i Comuni che hanno dichiarato la presenza di tali servizi sul loro territorio e nella prossima settimana il Csi elaborerà i dati per avere il numero esatto dei bambini che ne fruiscono. A quel punto provvederemo a ripartire sui Comuni le risorse da destinare alle famiglie o ai servizi per il periodo di sospensione o il mancato introito delle rette: 15 milioni complessivi, di cui 10 destinati ai servizi educativi 0-2 anni e 5 milioni per scuole dell’infanzia”.

Comunicato Stampa

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