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Economia e lavoro | 01 febbraio 2020, 10:00

Coronavirus, a Torino scattano cancellazioni e partenze anticipate: "Un occhio di riguardo, è una situazione particolare. Ma è tutto sotto controllo"

Il presidente di Federalberghi, Borio: "Sensibilizziamo i nostri associati verso clienti e agenzie, senza applicare penali e andando loro incontro. Sulla sicurezza attendiamo nuove indicazioni, ma c'è grande attenzione"

Coronavirus, a Torino scattano cancellazioni e partenze anticipate: "Un occhio di riguardo, è una situazione particolare. Ma è tutto sotto controllo"

"Tutto sotto controllo, non ci sono situazioni di criticità, spiace solo per le tante cancellazioni che stanno arrivando in questi giorni". L'effetto Coronavirus si fa sentire, a Torino, anche sul fronte della ricettività. 
Sono molte le strutture, infatti, che stanno vedendo giorno dopo giorno annullarsi prenotazioni che erano state fatte dalla Cina. E che a seguito della crisi sanitaria (oltre al recente blocco dei voli da e per l'Italia) stanno saltando progressivamente.

"Molte sono anche le persone che, a causa dei rimpatri, stanno andando via in anticipo rispetto alle previsioni", racconta Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino. "Ma in accordo con le direttive nazionali della nostra associazione, stiamo sensibilizzando i nostri associati ad andare incontro il più possibile verso clienti o agenzie, per quanto riguarda l'applicazione di penali e simili. Si tratta chiaramente di una situazione unica nel suo genere".

Una nota di Federalberghi nazionale, infatti, chiedeva un occhio di riguardo in ambedue le direzioni. Da un lato sensibilizzavano gli alberghi cinesi alla disponibilità a non applicare penali in caso di cancellazione delle prenotazioni per arrivi previsti dal 22 gennaio all'8 febbraio 2020. E allo stesso modo agli alberghi italiani per i casi di cancellazione delle prenotazioni, relative a clienti provenienti dalla Cina con data di arrivo dal 22 gennaio all'8 febbraio. "In alcuni casi - si legge nella nota diffusa in tutto il Paese - si tratta di clienti impossibilitati ad arrivare in Italia, e che, sulla base della normativa vigente, non possono ritenersi "inadempienti". In tali ipotesi, pertanto, le aziende non sono comunque legittimate ad applicare le penali previste per i casi di inadempimento contrattuale, e, ove richiesto, dovranno restituire quanto ricevuto a titolo di caparra o di prepagamento".

Tornando alle ricadute torinesi, Borio spiega poi che sul fronte sicurezza "siamo in attesa di informazioni per avere uno standard di comportamento uguale per tutti e per ora ci stiamo attenendo alle misure classiche. Di certo, in questo momento si era registrata una movimentazione superiore al solito proprio per la coincidenza con le celebrazioni del Capodanno cinese. Rimaniamo molto attenti, ma speriamo anche di poter tornare presto alla normalità".

Massimiliano Sciullo

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