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Attualità | lunedì 26 novembre 2018, 11:25

La Lega di Chivasso solidale con i 'gilet jaune

Sabato 24 novembre distriuzione di volantini al gazebo in piazza della Repubblica

La Lega di Chivasso solidale con i 'gilet jaune

“Solidarietà al popolo francese dei ‘gilet jaune’” era la frase scritta sui volantini che sabato 24 novembre la Lega di Chivasso ha distribuito ai cittadini.

“Un'espressione di ammirazione per quel popolo, che conferma la sua tradizione rivoluzionaria ribellandosi al governo di Macron e interpretando quello che è ormai evidente a tutti – dichiarano dal Direttivo leghista -: l’euro e la UE hanno evidenti limiti che saranno da sanare nei prossimi anni. La protesta contro l’assurda dittatura di una Commissione di burocrati non eletti democraticamente è ormai avviata e incontenibile: questi signori ci hanno intortato per decenni, complici i sedicenti governi di sinistra, con l’ideale europeista e con balle colossali. Ma questa evidenza non è bastata a farci capire quanto stava avvenendo e abbiamo continuato a credere e ad adottare un progetto radicalmente sbagliato, nonché ad obbedire a trattati capestro. L’oligarchica élite finanziaria europea ha continuato a perseguire i propri interessi a danno della popolazione. Ci avevano promesso che i sacrifici sarebbero serviti per migliorare il debito pubblico, a farci lavorare meno e guadagnare di più. Niente di più falso: il debito pubblico è esploso ed i poveri, o quasi poveri, in Italia sono cresciuti fino ad arrivare ad una decina di milioni. E a tutto a vantaggio dei ricchi, sfacciatamente sempre più ricchi. La Grecia, che avrebbe dovuto essere l’esempio dei vantaggi dell’euro, dopo aver venduto porti, aeroporti, siti archeologici e quant’altro, è ridotta allo stremo, ma fino a quando? Vorrebbero fare la stessa cosa con noi e ci sono già riusciti in parte: circa un terzo dei nostri migliori marchi sono in mani estere. Ma per fortuna il peso dell’Italia non è quello della Grecia: non ci riusciranno completamente e a maggio saranno mandati a casa. Ma intanto, come un mitologico drago morente, fanno il possibile per danneggiarci e per farci pagare la presa di coscienza. Utilizzano l’arma che già conosciamo, la stessa usata per far cadere il governo Berlusconi del 2011: il famigerato spread. Da quando lo Stato ha ceduto proditoriamente la sovranità principale, ovvero quella monetaria, è decaduto al rango di un comune cittadino con tanti debiti, diventando quindi ricattabile da banche ed anche usurai. I governi post euro, avendo perso la leva monetaria, per governare sono stati costretti ad usare quella fiscale, con il conseguente impoverimento dei cittadini. Non ci sono stati referendum o consultazioni popolari: le deleterie decisioni sono passate bellamente e in sordina sopra la testa degli italiani, sovrani in teoria per Costituzione, ma schiavi di fatto. L’Italia con l’attuale Governo, presieduto da Giuseppe Conte, è in prima fila in questa guerra epocale – concludono dalla Lega -. E chissà che il Non litighiamo, we are friends esclamato da Conte a Juncker durante la cena a Bruxelles di sabato 24 passi alla Storia tra le frasi famose, magari come sigillo di un’auspicata vittoria dei popoli sugli euroburocrati. E’ infatti il più forte e saggio che di solito propone la tregua all’avversario in difficoltà. Vincere sì, ma non stravincere”.


c.s.

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