(Adnkronos) - Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, con decreto depositato oggi, 20 ottobre, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale relativo alla scomparsa di Mia Kataleya Chicllo Alvarez, nota come Kata, la bambina peruviana scomparsa il 10 giugno 2023 dall’ex Hotel Astor di Firenze, all'epoca occupato da decine di famiglie straniere.
Il procedimento riguardava Argenis Abel Alvarez Vasquez e Marlon Edgar Chicllo Romero, rispettivamente lo zio materno e lo zio paterno di Kata, indagati per il presunto sequestro di persona a scopo di estorsione della minore e, per le rispettive posizioni, per ulteriori ipotesi di reato. Il giudice ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero, rilevando che gli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna nei confronti dei due indagati. Le attività investigative svolte, pur numerose, non hanno consentito di ricostruire con sufficiente certezza le circostanze della sottrazione e dell’allontanamento della bambina, spiega il gip, né di individuare elementi probatori specifici idonei ad attribuire agli indagati le condotte contestate. Le diverse ipotesi investigative esaminate non hanno trovato riscontri sufficientemente solidi da sostenere l’accusa in giudizio.
Il provvedimento di archiviazione, spiega il presidente del Tribunale, Angelo Antonio Pezzuti, in un comunicato, definisce pertanto il procedimento nella sua attuale configurazione probatoria, sulla base degli elementi disponibili, senza che sia ragionevolmente prevedibile, allo stato, una pronuncia di condanna. Nel decreto viene inoltre richiamato l’articolo 414 del codice di procedura penale, che consente la riapertura delle indagini su richiesta motivata del Pubblico Ministero, qualora emergano nuove esigenze investigative e sia ragionevolmente prevedibile l’individuazione di nuove fonti di prova, da sole o congiuntamente a quelle già acquisite, tali da poter giustificare l’esercizio dell’azione penale. Il richiamo alla possibilità di riaprire le indagini chiarisce la portata del provvedimento e non costituisce una valutazione anticipata sull’eventuale acquisizione di nuovi elementi.





