(Adnkronos) - "L’intelligenza artificiale sostituisce l’uomo, non lo assiste. Dobbiamo creare un perimetro per arginare la sproporzione tra macchina e attività umana». Così Walter Mauriello, presidente nazionale di Meritocrazia Italia, illustra le priorità del congresso nazionale del movimento, dedicato all’intelligenza artificiale e alle sue ricadute sul lavoro, sulle professioni e sulla società. Meritocrazia Italia presenterà un testo unico articolato per professioni, lavoro, impresa, fiscalità e ricerca scientifica, con l’obiettivo di salvaguardare la componente umana nelle attività imprenditoriali e intellettuali. «Se dovesse venire meno la parte critica, culturale, la ricerca scientifica, verrebbe meno anche la competitività», avverte Mauriello, sottolineando la necessità di stabilire limiti all'utilizzo delle nuove tecnologie.
Sul rapporto con le istituzioni, il presidente del movimento osserva: «Loro inseguono l’urgenza, noi programmiamo la visione». Una collaborazione che, secondo Mauriello, può contribuire a promuovere la meritocrazia anche attraverso un impiego consapevole dell’intelligenza artificiale.
Ma un algoritmo potrà diventare meritocratico? «Potrebbe diventarlo quando ci aiuta in una fase e noi la completiamo mettendoci la critica, la cultura e soprattutto la conoscenza», risponde Mauriello. «L’uomo deve essere sempre la guida». Senza il contributo umano, conclude, il rischio è quello di perdere non soltanto la capacità di creare, ma anche la volontà di difendere la democrazia.





