Politica - 03 agosto 2026, 09:44

Paonessa, Rossi, Valle (PD) su sanità: "Cessazioni nelle ASL. Costi schizzano verso l'alto con i "gettonisti"

Diversi professionisti denunciato la scadenza del contratto a tempo determinato

Paonessa, Rossi, Valle (PD) su sanità: "Cessazioni nelle ASL. Costi schizzano verso l'alto con i "gettonisti"

Il Gruppo PD in Regione Piemonte ha presentato un’interrogazione in Consiglio Regionale, a seguito delle segnalazioni di alcuni professionisti sanitari a tempo determinato a cui è scaduto, nelle scorse ore, il contratto presso le Aziende Sanitarie Locali del territorio. Contratti di lavoro che non sono stati prorogati e che lasciano degli interrogativi che la Consigliera PD Simona Paonessa, il Segretario Regionale Domenico Rossi e il Vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle si stanno ponendo.

"Porte aperte al business dei "gettonisti"

"Bloccare le assunzioni e non rinnovare i contratti al personale sanitario in servizio non farà risparmiare la sanità piemontese, anzi, otterrà l'effetto opposto: far schizzare i costi alle stelle e spalancare di nuovo le porte al business dei medici "gettonisti" che, peraltro, costano più di un professionista assunto dall’ASL. Dall’altro lato, vengono in mente alcune segnalazioni di esternalizzazioni, addirittura per i prelievi domiciliari in alcune zone del Piemonte, a fronte del grande numero di Case di Comunità che dovrebbero giustamente avere anche questa finalità. Proprio per scongiurare questi rischi e per evitare che restino scoperti dei servizi, soprattutto in un momento critico come quello estivo, tra ferie del personale e Pronto Soccorso già sotto pressione, abbiamo presentato un’interrogazione e un accesso agli atti" affermano gli esponenti del Partito Democratico.

Una scelta definita da questi ultimi "miope e pericolosa". "Un possibile blocco delle assunzioni - rincarano i dem - rappresenterebbe la resa definitiva del nostro sistema sanitario e sarebbe un enorme regalo alla sanità privata: meno professionisti negli ospedali pubblici significano più liste d'attesa e più pazienti costretti a pagare le cure di tasca propria o tramite assicurazioni. Le liste d'attesa non si riducono non perché c’è troppo personale, ma perché non ce n’è ancora abbastanza. Il meccanismo è semplice: fermando il turnover e lasciando a casa i lavoratori a tempo determinato, i reparti e i servizi sul territorio rischiano di rimanere scoperti".

"Per garantire i turni minimi e non chiudere i servizi, l'Azienda Sanitaria sarebbe costretta a fare ricorso alle esternalizzazioni ovvero a chiamare i "medici a gettone" forniti dalle cooperative private. Vigileremo con la massima attenzione – concludono Paonessa, Rossi e Valle perché la sanità pubblica si difende investendo su chi ci lavora ogni giorno, spesso sotto pressione o a rischio burnout, non regalando risorse alle cooperative e rischiando di lasciare scoperti servizi".     


 

comunicato stampa

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