Economia e lavoro - 04 luglio 2026, 09:19

Grano e orzo: accolto positivo nel Torinese, ma prezzi inferiori al 2025

Confagricoltura: "Elemento critico il mercato. A rischio redditività imprese"

Grano e orzo: accolto positivo nel Torinese, ma prezzi inferiori al 2025

Una campagna cerealicola complessivamente positiva sotto il profilo produttivo e qualitativo, ma ancora penalizzata da quotazioni di mercato che non consentono di remunerare adeguatamente il lavoro degli agricoltori. È questo il quadro che emerge dal primo monitoraggio di Confagricoltura Torino sull'andamento della raccolta di frumento e orzo nel territorio provinciale.

Raccolta in anticipo

Le informazioni raccolte nelle principali aree cerealicole - dal Chierese, Carmagnolese alla pianura torinese e al Canavese -  delineano una situazione sostanzialmente omogenea. Le rese si attestano mediamente sui 55-60 quintali per ettaro per l'orzo e sui 60-65 quintali per ettaro per il frumento, con punte superiori nelle aziende che hanno adottato corrette rotazioni colturali.

La raccolta si è conclusa con un anticipo di circa 15-20 giorni rispetto alla norma, a causa delle elevate temperature registrate già nella seconda metà di maggio. Nonostante ciò, la fase di fioritura e il successivo riempimento della granella si sono svolti in condizioni favorevoli, consentendo di ottenere produzioni di buona qualità, caratterizzate da elevato peso specifico e buon contenuto proteico.

“Dal punto di vista agronomico - osservano i tecnici di Confagricoltura Torino - il bilancio della campagna è soddisfacente. Ancora una volta emerge l'importanza delle rotazioni: le aziende che hanno alternato mais e frumento hanno ottenuto risultati migliori rispetto a quelle che hanno praticato il ristoppio di grano su grano”.

Elemento critico il mercato.

Le quotazioni rilevate dalla Borsa Merci della Camera di commercio di Torino risultano infatti inferiori a quelle registrate nello stesso periodo dello scorso anno. Il frumento tenero panificabile quota oggi 215-218 euro a tonnellata, contro i 220-227 euro del luglio 2025; il panificabile superiore 230-235 euro, rispetto ai 240-248 euro di un anno fa, mentre il biscottiero passa da 218-222 a 210-214 euro. Anche l'orzo pesante registra una flessione, attestandosi a 198-202 euro a tonnellata contro i 203-210 euro del 2025.

Una situazione che preoccupa le imprese agricole, soprattutto in presenza di costi di produzione ancora elevati. Le voci che hanno inciso maggiormente sui bilanci aziendali sono quelle relative ai fertilizzanti e al gasolio agricolo, il cui andamento continua a risentire delle tensioni geopolitiche internazionali.

“Non si tratta di differenze particolarmente marcate rispetto allo scorso anno, ma di quotazioni che, sommate all'aumento dei costi sostenuti dalle aziende negli ultimi anni, continuano a non garantire una remunerazione adeguata del lavoro degli agricoltori”, sottolinea Confagricoltura Torino.

Cambiamento negli orientamenti produttivi

Secondo Confagricoltura Torino la persistente compressione dei margini economici rappresenta oggi il principale fattore di preoccupazione del comparto cerealicolo. In alcune situazioni gli imprenditori arrivano addirittura a mettere in discussione la convenienza economica della semina.

“Non è sostenibile - conclude Confagricoltura Torino - che produzioni ottenute con professionalità, qualità e buoni risultati agronomici non garantiscano un reddito adeguato. La competitività della cerealicoltura piemontese passa anche dalla possibilità per gli agricoltori di vedere riconosciuto sul mercato il valore del proprio lavoro. In caso contrario si rischia un progressivo ridimensionamento delle superfici coltivate, con conseguenze per l'intera filiera agroalimentare del territorio”.

comunicato stampa

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