Per lo stesso stipendio, sempre più oberati di lavoro. E' la situazione in cui si trovano gli infermieri dell'Asl To4, che da lunedì avranno anche l'obbligo di caricare su un portale - tramite una nuova procedura informatizzata - i trasporti secondari. Tanto da spingere il Nursind Torino a scrivere una lettera all'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi per chiedere lo stop di questa procedura che sarà attiva dal 18 maggio, "senza che sia stata discussa né condivisa con chi ogni giorno deve applicarla".
Procedura complessa
L'argomento avrebbe infatti dovuto essere affrontato in un tavolo sindacale dello scorso 30 aprile, ma il punto non è stato trattato per mancanza di tempo. "Da allora - spiega l'organizzazione sindacale- non è stata più fissata una nuova data, nonostante le nostre richieste". Un'attività che di fatto si aggiunge a quella base di assistenza e cura.
La nuova procedura poi è di fatto complessa: da lunedì gli infermieri - oltre a tutti i dati anagrafici del paziente - dovranno segnare con che tipo di ambulanza viene effettuato il trasporto, chi lo accompagna a fare l'esame, a che tipo di accertamento deve sottoporsi e la durata. Almeno 15-20 minuti "persi", in pronto soccorso dove i trasporti sono numerosi e avvengono H24.
Carenza di personale
A questo si aggiunge che l'azienda sanitaria To4 è una delle più estese del Piemonte orientale, dal Canavese a Chivasso fino a Ciriè e Settimo. La richiesta del Nursind Torino è che il caricamento venga gestito da un servizio dedicato, non dagli infermieri. Questa Asl fa già i conti con la carenza di personale. "Dove manca il supporto, - spiega il sindacato - l’infermiere copre: gestisce il POCT in sostituzione dei tecnici di laboratorio, si occupa della farmacia quando mancano i farmacisti, svolge attività radiologica perché mancano i tecnici, e si occupa della parte amministrativa laddove il personale è assente, in particolare dopo le 15:30 e nei weekend. Si occupa perfino di telefonare al CUP per prenotare le visite dei pazienti".
"Come se non bastasse, - aggiunge - siamo una delle poche aziende del Nord Italia, se non l’unica, ad aver perso una causa per demansionamento. Eppure oggi ci sono ancora turni con pochi OSS o addirittura senza, e nessun correttivo applicato". Per oltre un anno poi gli infermieri del territorio hanno gestito anche la manutenzione ordinaria e straordinaria delle auto aziendali, perdendo circa 85 giornate lavorative sottratte all’assistenza: una criticità risolta dopo un anno di denunce pubbliche.
"In questo quadro, introdurre una nuova procedura informatizzata e assegnarla agli infermieri significa aggravare una situazione già insostenibile. Significa sottrarre ulteriore tempo alla presa in carico del paziente e consolidare un modello organizzativo che non regge più" conclude il Nursind Torino, che chiede un intervento a Riboldi.





