Cultura - 30 gennaio 2026, 17:10

“Case di Ringhiera”: L’anima nascosta dei ballatoi

“Case di Ringhiera”: L’anima nascosta dei ballatoi

Ci sono luoghi che non si cancellano, nemmeno quando la città cambia volto. Per me, quei luoghi sono i palazzi di ringhiera della Torino degli anni Sessanta e Settanta. Luoghi dove la vita non si nascondeva dietro porte chiuse, ma si svolgeva all’aperto, sui ballatoi, nei cortili, tra un piano e l’altro. Luoghi dove ogni giorno era un racconto, e ogni racconto aveva un suo odore, un suo rumore, una sua verità.

È da quel mondo che nasce il mio libro, Storie di Ringhiera. Un libro che raccoglie episodi reali, ricordi, frammenti di vita vissuta, osservata, ascoltata. Un libro che parla di un’umanità che oggi sembra lontana, ma che allora era semplicemente la normalità: figure che oggi definiremmo “strambe”, “freak”, “borderline”, ma che allora erano semplicemente parte della famiglia allargata della ringhiera.

È un libro pensato per chi in quelle case ci ha vissuto davvero, perché possa ritrovare profumi, voci e ricordi che credeva perduti; ma anche per chi non le ha mai abitate, e magari scoprirà il desiderio di aver fatto parte, almeno per un momento, di quel mondo sospeso tra legno, ferro e umanità.

In quei palazzi non esisteva la privacy come la intendiamo oggi. Esisteva la vicinanza, quella vera, fatta di sguardi, di soprannomi, di battute gridate da un ballatoio all’altro. Esisteva il sapere tutto di tutti, ma senza cattiveria. Esisteva un modo di vivere diretto, ruvido, sincero, in cui le debolezze non si nascondevano: si vedevano, si accettavano, si condividevano.

Le storie che racconto nel libro non sono invenzioni. Sono pezzi di vita che ho raccolto negli anni, episodi che hanno lasciato un segno, momenti che ancora oggi porto con me. Sono storie che parlano di povertà e di dignità, di fatica e di ironia, di solitudine e di comunità. Storie che fanno sorridere, che fanno riflettere, che a volte fanno male, ma che soprattutto profumano di verità.

Scrivere Storie di Ringhiera è stato come tornare in quei cortili, risentire il rumore dei passi sul legno, rivedere i panni stesi che danzavano al vento, ritrovare quella miscela di caos e umanità che oggi sembra impossibile da immaginare. È stato un modo per dare voce a un mondo che non ha mai avuto un microfono, ma che ha costruito la Torino popolare, operaia, autentica.

Questo libro non è un esercizio di nostalgia. È un atto d’amore verso un modo di vivere che aveva una sua forza, una sua poesia, una sua verità. Un modo di vivere che oggi non esiste più, ma che merita di essere ricordato, perché racconta chi eravamo e, in fondo, chi siamo ancora.

Queste sono le mie Storie di Ringhiera. Un viaggio nella memoria, un omaggio alla mia città, un pezzo di vita che ho voluto condividere con chi ha voglia di ascoltare.

Ah, e una piccola chicca: all’interno troverai anche diverse illustrazioni inedite dei personaggi che popolano queste pagine, un modo per dare un volto ancora più vivo a quel mondo di ballatoi e umanità.

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Toni Spagone

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