Economia e lavoro - 29 gennaio 2026, 07:00

Visura camerale: guida pratica, tempi e come leggerla

Cos’è la visura camerale e quando serve

Visura camerale: guida pratica, tempi e come leggerla

La visura camerale è il documento ufficiale rilasciato dalla Camera di Commercio che fotografa l’identità di un’impresa: riporta denominazione, sede legale, codice fiscale e Partita IVA, forma giuridica, oggetto sociale, capitale, cariche e poteri degli amministratori, unità locali e codici di attività. È una fonte attendibile perché attinge direttamente al Registro delle Imprese, aggiornato quotidianamente. Serve in molte situazioni pratiche: per aprire un conto aziendale, partecipare a gare, stipulare contratti di fornitura, verificare un potenziale partner oppure dimostrare la legittimazione a operare.

Richiederla in tempo utile evita fraintendimenti e rallentamenti nelle procedure. Per il fornitore è uno strumento di valutazione del rischio; per l’imprenditore è la carta d’identità della propria attività. Sapere se l’impresa è attiva, chi la rappresenta e con quali deleghe, se esistono unità locali operative o trasferimenti recenti, consente decisioni rapide e fondate. La visura camerale è disponibile in versione ordinaria, utile come fotografia corrente, e in versione storica, indispensabile quando occorre ricostruire l’evoluzione societaria nel tempo.

Come richiederla in modo rapido e sicuro

Oggi è possibile richiedere la visura camerale in pochi passaggi, con una ricerca immediata per Partita IVA, Codice Fiscale o denominazione, anche selezionando la provincia CCIAA e includendo le unità locali. Con Visurasi la ricerca è gratuita, non è richiesto alcun abbonamento e la consegna avviene via posta elettronica in circa cinque minuti, tutti i giorni, 24 ore su 24, festivi compresi. La procedura è semplice e guidata: si identifica l’impresa, si sceglie il tipo di documento e si riceve il file in formato digitale, pronto per essere inoltrato a banche, notai o controparti.

Visurasi consente di selezionare in modo trasparente tra visura ordinaria e storica, con l’indicazione dei relativi diritti camerali. L’assenza di vincoli ricorrenti rende il servizio adatto sia a professionisti che hanno bisogno di molte consultazioni, sia a chi necessita di una singola estrazione. Affidarsi a una piattaforma specializzata significa ridurre errori di ricerca, ottenere aggiornamenti coerenti con gli archivi camerali e risparmiare tempo nelle verifiche preliminari, senza dover contattare direttamente gli sportelli della Camera di Commercio.

Ordinaria o storica: quale scegliere e come leggerla

La visura camerale ordinaria è indicata quando serve una verifica attuale: stato dell’attività, sede e recapiti, capitale, amministratori e procure, elenco delle unità locali, codici di attività e eventuali iscrizioni al Repertorio Economico Amministrativo. La visura camerale storica, invece, aggiunge la cronologia delle modifiche: trasferimenti di sede, cambi di denominazione, ingressi e cessazioni di soci e amministratori, trasformazioni e fusioni. In presenza di contenziosi, due diligence o pratiche notarili, la storica è spesso preferibile per la sua profondità informativa.

Per leggere con efficacia la visura conviene partire dall’intestazione, verificando corrispondenza tra denominazione e codice fiscale, poi passare alle cariche per accertare chi può firmare e con quali limiti. La sezione oggetto sociale chiarisce l’ambito operativo effettivo, mentre le unità locali mostrano dove si svolge l’attività. L’analisi combinata di questi riquadri offre un quadro affidabile per decisioni operative, richieste di credito e rapporti con fornitori. Se serve un documento aggiornato e rapidamente disponibile, Visurasi rappresenta una soluzione pratica e professionale, allineata agli standard della Camera di Commercio.






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