Ultim'ora - 08 novembre 2026, 10:57

Report, oggi la prima puntata dopo l'addio di Ranucci: Lavitola e le altre inchieste

(Adnkronos) - Secondo uno studio di una Università australiana commissionato dal Wwf, ogni settimana rischiamo di ingerire fino a cinque grammi di plastica, cioè l'equivalente di una carta di credito. Una parte consistente di questa plastica proviene dal mare. Lo racconta l’inchiesta di Emanuele Bellano, con la collaborazione di Madi Ferrucci, in onda domenica 8 novembre alle 20.30 su Rai 3 e su RaiPlay, per la nuova stagione di “Report”, con Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi. La legge Salvamare, approvata nel 2022, dovrebbe consentire ai pescatori di portare a terra i rifiuti accidentalmente pescati e conferirli gratuitamente negli impianti portuali di raccolta. Il problema è che, a quattro anni dall'entrata in vigore della legge, i ministeri competenti non hanno ancora emanato i decreti attuativi e il sistema non è ancora operativo. Così, in assenza di un sistema di raccolta, per i pescatori portare a terra la plastica pescata significherebbe rischiare sanzioni e multe e quindi, prima di rientrare in porto, gettano in mare tutta la plastica raccolta.  

Poi, Luca Bertazzoni, con la collaborazione di Samuele Damilano propone “Gli sciacalli”. Li chiamano “influencer del degrado”, sono Youtuber che hanno trasformato la microcriminalità urbana in un format da milioni di clic, accendendo i riflettori su ronde e borseggiatori. Teatro dello show è la metropolitana di Roma, set ideale per una produzione seriale di video. Ma cosa si nasconde dietro questa narrazione della paura? L’inchiesta di Report racconta questo nuovo fenomeno sociale, svelando i meccanismi di monetizzazione che alimentano questo business. 

 

E ancora, “Piste e depistaggi” di Daniele Autieri, con la collaborazione di Cristiana Mastronicola e Giulia Sabella. Dal depistaggio di Valter Lavitola alle verità nascoste del Cantiere Navale Vittoria di Adria, un intreccio di servizi segreti, affaristi, politica e uomini vicini ai clan si agita intorno a quella che per mesi è stata una delle piste della Procura di Roma nella ricerca degli attentatori di Sigfrido Ranucci. Una storia che dal Veneto attraversa la Campania e vola all’estero fino a sfiorare il faraonico castello sul Mar Nero da molti considerato la reggia mai dichiarata di Vladimir Putin. 

Si chiude con “Tartufi senza frontiere” di Lucina Paternesi, con la collaborazione Cristiana Mastronicola. Dai tartufi iraniani – “attaccati” con la colla per aumentarne il volume e contenenti chiodi per aumentarne il peso e farseli pagare di più - fino a quelli raccolti nei boschi serbi che, una volta finiti nel piatto di qualche ristorante stellato, si possono sempre chiamare tartufi bianchi d’Alba: tra contaminanti oltre i limiti previsti dalla normativa europea e prezzi che triplicano, grazie anche ai vari passaggi di intermediazione, il viaggio di “Report” nel mondo del tartufo continua, alla ricerca di una tracciabilità che è sempre più un miraggio. Dai Balcani ai mercati internazionali, con una piccola sosta nella verde Istria: da dove vengono, davvero, i tartufi spacciati per italiani? 

 

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