(Adnkronos) - Manageritalia esprime "forte preoccupazione" per le ipotesi che stanno emergendo nel dibattito sulla prossima legge di Bilancio, dal possibile annullamento dell'estensione dell'aliquota Irpef al 33% fino a 60mila euro a un nuovo intervento di limitazione della perequazione automatica delle pensioni superiori a cinque volte il trattamento minimo.
In entrambi i casi Manageritalia, nella sua interlocuzione con il Governo, aveva ricevuto "rassicurazioni, soprattutto per l’Irpef". Per Manageritalia si tratta di misure che rischiano di "penalizzare ancora una volta il ceto medio produttivo del Paese: lavoratori dipendenti, manager, quadri, alte professionalità e pensionati che versano integralmente imposte e contributi e che contribuiscono in misura decisiva al finanziamento della spesa pubblica". "Da anni sosteniamo che la progressività del sistema fiscale non debba trasformarsi in una penalizzazione permanente per chi dichiara tutto il proprio reddito - dice Marco Ballarè, presidente di Manageritalia -. Rinviare il previsto alleggerimento fiscale e intervenire nuovamente sulle pensioni significa colpire sempre gli stessi contribuenti".
Secondo i dati di Itinerari Previdenziali, i contribuenti con redditi superiori a 50.000 euro rappresentano circa il 13% del totale e versano oltre il 60% dell'intera Irpef nazionale. "Particolarmente grave" sarebbe un nuovo ridimensionamento della perequazione delle pensioni. "Le pensioni dei manager e delle alte professionalità non sono privilegi - prosegue Ballarè -, ma il risultato di decenni di lavoro e contribuzione. Utilizzare ancora una volta la mancata rivalutazione come strumento di finanza pubblica significa erodere progressivamente il potere d'acquisto di chi ha già versato quanto dovuto durante tutta la vita lavorativa". Dal 2012 al 2025, secondo l'ultimo Rapporto Itinerari Previdenziali-Cida, le pensioni superiori a dieci volte il minimo hanno perso oltre il 21% del proprio potere d'acquisto a causa dei ripetuti interventi sulla perequazione. Per una pensione di 5.500 euro lordi la perdita cumulata supera i 96.000 euro. Manageritalia chiede "con forza" al Governo e al Parlamento di "perseguire l'equità fiscale attraverso il recupero dell'evasione, la riduzione degli sprechi e l'ampliamento della base imponibile", evitando di "scaricare ancora una volta il costo delle manovre sui contribuenti che sostengono gran parte del gettito fiscale del Paese".
"Se vogliamo crescita, investimenti e occupazione qualificata, dobbiamo valorizzare e non penalizzare chi produce reddito, crea sviluppo e contribuisce in misura determinante alle entrate dello Stato", conclude Ballarè. Manageritalia rinnova, quindi, la richiesta di un "fisco più equo" e di una "tutela effettiva del potere d'acquisto delle pensioni", nell'interesse non solo degli attuali pensionati ma anche delle future generazioni di lavoratori e manager.