Cronaca - 24 agosto 2026, 13:53

Incendio al terzo piano del carcere di Ivrea, caos e tre agenti intossicati

Il sindacato di Polizia penitenziaria Osapp attacca: "Situazione non più sostenibile"

Incendio al terzo piano del carcere di Ivrea (foto d'archivio)

Nella notte tra il 23 e il 24 agosto, la Casa Circondariale di Ivrea è stata nuovamente teatro di gravi criticità. "Intorno alla mezzanotte, due detenuti stranieri, ristretti presso il terzo piano dell’istituto, hanno provocato il caos all’interno della sezione, appiccando un incendio all’interno della camera detentiva mediante l’utilizzo dei materassi e, successivamente, barricandosi nel bagno della stanza", denuncia il sindacato di Polizia penitenziaria Osapp.

Tre gli agenti rimasti intossicati

A causa del violento sviluppo di fumo, si è reso necessario evacuare l’intera sezione, facendo defluire i detenuti nei cortili passeggio. Ancora una volta, il personale di Polizia Penitenziaria, nonostante la gravissima carenza di organico e condizioni di servizio sempre più difficili, è intervenuto con professionalità, coraggio e senso del dovere, riuscendo a domare l’incendio e a raggiungere i due detenuti che si erano barricati nel bagno, accompagnandoli successivamente presso l’infermeria. 

Durante le operazioni, tre Agenti di Polizia Penitenziaria sono rimasti intossicati dal fumo e hanno dovuto ricorrere alle cure dell’Ospedale di Ivrea, dal quale sono stati dimessi con una prognosi di cinque giorni ciascuno. Anche i detenuti che avevano manifestato sintomi respiratori sono stati sottoposti agli accertamenti sanitari del caso e, fortunatamente, sono risultati in buone condizioni.

Osapp: "Situazione non più sostenibile"

"La situazione non è più sostenibile", denuncia Leo Beneduci, Segretario Generale dell’OSAPP. "Mentre due detenuti stranieri riescono a provocare una situazione di caos e a mettere a rischio l’incolumità del personale e degli altri detenuti, gli Agenti di Polizia Penitenziaria sono costretti a fronteggiare emergenze di questo tipo in condizioni di gravissima carenza di organico. Abbiamo già chiesto l’intervento del VISAG del Provveditorato Regionale e dello SPRESAL per verificare le condizioni di lavoro e, in particolare, una situazione nella quale i turni di servizio arrivano fino a 16 ore consecutive".

"Sedici ore consecutive di servizio sono un dato che deve far riflettere seriamente. Un operatore chiamato a garantire la sicurezza all’interno di un carcere deve essere nelle condizioni psicofisiche adeguate per poter intervenire in caso di emergenza. Non si può pretendere che la sicurezza venga garantita attraverso il sacrificio estremo degli Agenti. Questa notte tre Agenti sono finiti in ospedale per un’intossicazione da fumo. È solo grazie alla professionalità e al senso del dovere del personale di Polizia Penitenziaria se una situazione potenzialmente drammatica non ha avuto conseguenze ancora più gravi", prosegue Beneduci.

"Intervenire prima dell'irreparabile"

"La Casa Circondariale di Ivrea non può continuare a essere gestita facendo affidamento esclusivamente sulla disponibilità e sul sacrificio degli uomini e delle donne della Polizia Penitenziaria. La carenza di organico deve essere affrontata immediatamente. Servono più personale, turnazioni sostenibili e condizioni di lavoro realmente sicure. Non è più possibile chiedere agli Agenti di garantire la sicurezza dell’istituto quando sono costretti a lavorare fino a sedici ore consecutive - conclude Beneduci - L’intervento del VISAG e dello SPRESAL è stato richiesto proprio perché riteniamo necessario fare piena chiarezza sulle condizioni di servizio e sulla tutela della salute dei lavoratori. Prima che accada qualcosa di irreparabile, l’Amministrazione deve intervenire. Gli Agenti hanno già dato tutto".

redazione