Anche i sindacati degli infermieri sulle barricate per la dialisi dell'ospedale di Ivrea, chiusa da marzo per ristrutturazione. Al momento non si sa quando partiranno i lavori, ma soprattutto la Giunta regionale ha comunicato che l'intero progetto è in fase di revisione e che bisogna verificare la sussistenza di presunte "duplicazioni di servizi".
"Rabbia e frustrazione"
"C'è grande rabbia - commentano Giuseppe Summa (Segretario Nursind Torino) e Antonio De Feo (Dirigente Nursind Asl TO 4) - e frustrazione. Non si può prendere in giro un intero territorio sradicando i pazienti e spostando i lavoratori, motivando la decisione effettuare lavori di riqualificazione attraverso lo stanziamento di risorse che più volte ci è stato detto esserci per poi affermare oggi che il motivo è un altro. Rimane il dubbio che dietro a tutto questo ci sia semplicemente la mancanza dei soldi necessari".
La chiusura della dialisi di Ivrea ha obbligato 47 pazienti ad andare a Castellamonte. Circa mezz'ora di viaggio in macchina. Oltre venti chilometri che i dializzati, insieme alla loro famiglie, devono percorre almeno tre volte a settimana: lo stesso vale per il personale medico ed infermieristico assegnato alla struttura del Canavese.
"Chiarezza sulla situazione reale"
La richiesta del Nursind all'assessore alla Sanità Federico Riboldi e al Direttore Generale dell'ASL TO4 Luigi Vercellino è di avere chiarezza "sulla situazione reale. Tra l'altro a Ivrea sono rimasti solo quattro posti letto per acuti ricavati all'interno del reparto di medicina, in una stanza piccola e con spazi estremamente ristretti e sacrificati". "Quella sistemazione era nata ed era stata presentata esclusivamente come una soluzione temporanea, che non può assolutamente diventare definitiva o protrarsi all'infinito. Nel frattempo, gli ambulatori continuano a operare nella vecchia struttura, e non si può pensare di giustificare questo stallo o di rimandare tutto all'ospedale nuovo" concludono Summa e De Fe.