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Economia e lavoro | 02 febbraio 2023, 07:00

Da Stellantis alla Sanità, Airaudo (Cgil Piemonte) spinge verso l'unità: "Divisi da Cisl e Uil siamo più deboli"

Il segretario generale di Cgil Piemonte durante la sua relazione in occasione dell'apertura del Congresso al teatro Concordia di Venaria: "Sicurezza, salari, ma anche rilancio della Sanità e della Pubblica amministrazione"

congresso Cgil Piemonte

Giorgio Airaudo è intervenuto al Congresso della Cgil Piemonte a venaria

Fermare la guerra per la pace, ma anche per tutelare le condizioni di vita e di lavoro delle persone. Anche nella nostra regione. Parte da questo concetto Giorgio Airaudo, segretario generale di Cgil Piemonte, nel suo intervento pronunciato in occasione dell'apertura dei lavori del Congresso sindacale che si tiene a Venaria.

Stop alla guerra, per tutelare vita e lavoro

E se il pensiero va all'Ucraina (ma anche alla lotta delle donne in Iran e in Afghanistan), il collegamento con la realtà del territorio non è per nulla labile. "Negli anni della pandemia abbiamo ottenuto con Cisl e Uil il blocco dei licenziamenti, che se non ha difeso gran parte del precariato ha visto comunque calare questi procedimenti del 40%. E sempre con Cisl e Uil abbiamo chiuso molti contratti nazionali che oggi l'inflazione sta corrodendo".

La priorità della sicurezza: "Obiettivo zero morti"

Ma il faro principale è acceso sulla sicurezza: "Condividiamo con la Uil l'obiettivo zero morti - dice Airaudo - ma dopo tre giorni dall'inizio del 2023 c'è già stata la prima vittima a Stresa. E nei giorni scorsi si è ripetuta la stessa tragedia a Novara. La conta è ricominciata e dobbiamo fermarla. Abbiamo chiesto alla Regione di conoscere il piano piemontese per la sicurezza e ci costituiremo parte civile in tutti i processi di questo ambito".

La Sanità, in una popolazione regionale che invecchia

Tra le priorità, non può mancare il settore della Sanità. "La ricostruzione della sanità e dell’assistenza pubblica in Piemonte è per noi la ricostruzione della comunità. Una priorità di un’azione partecipata e popolare che può unire pensionati, lavoratori privati e pubblici, personale e professioni sanitarie, O.S, volontariato ed associazionismo, alla condizione che si assuma la priorità del pubblico".
Tema caldo, soprattutto all'interno di una società che invecchia. "Il 26% dei piemontesi ha più di 65 anni, siamo al 4° posto su 20 regioni per residenti oltre i 65 anni e, al contrario, siamo al 15° posto su 20 regioni per residenti con meno di 15 anni. Va incrementata la domiciliarità, ripensato il modello, tenendo insieme tutto, dalla rete ospedaliera alla sanità di territorio, fino all’assistenza, mettendo al centro il benessere e l’autonomia nell’invecchiamento, senza scaricare sulle famiglie". "Per questo - aggiunge - abbiamo unitariamente chiesto alla Regione di aprire un confronto sullo stato di tutto il sistema sanitario e di assistenza, insieme alle categorie coinvolte, a partire anche dall’unità d’azione dei pensionati".

E al presidente regionale, Alberto Cirio, va l'appello per "rispondere ai bisogni di oggi, prevedendo il benessere della comunità piemontese di domani. Mancano 9.000 operatori sanitari per rientrare nei numeri di prima dei piani di rientro. Il personale delle Rsa va formato, professionalizzato e ben retribuito, privilegiando l’assistenza domiciliare. C’è un’opportunità nel lavoro di assistenza e nel lavoro pubblico qualificato, da ben retribuire con un alto valore sociale".

I problemi della Pubblica amministrazione e la "vertenza Inps"

Un tema che si allarga a tutta la pubblica amministrazione. "In Piemonte, tra il 2000 e il 2020, i dipendenti pubblici sono diminuiti del 13%. Nel comparto delle funzioni locali il calo è stato del 25%: da 44.000 a 33.000 circa. Emblematico il caso del Comune di Torino dove il calo è stato del 39%, anche per effetto delle esternalizzazioni. La pubblica amministrazione in Piemonte si è impoverita di organici, con un’età media molto alta e un rapido aumento della precarietà, con casi eclatanti: come la denuncia sull’inadeguatezza della "macchina" dell'INPS: ora è indispensabile aprire una “Vertenza INPS” promossa unitariamente da CGIL – CISL – UIL, insieme alle categorie dei pensionati e dei dipendenti pubblici, per ottenere nuove assunzioni e per garantire il decentramento ed il funzionamento di tutti gli uffici".

Un tema che spinge la Cgil a tendere una mano anche a Cisl e Uil. "Ci piacerebbe immaginare un momento - che non mi pare purtroppo vicino - in cui poter sperimentare liste unitarie e iscritti comuni. Abbiamo bisogno di adeguarci alla velocità dei tempi: se cerchi la risposta in un’applicazione non puoi metterci mesi a trovare il sindacato e la sua azione unitaria".

Il tema della Fiat: "Superare la divisione che ci rende più deboli" 

E una spinta verso la concordia sindacale riguarda anche il mondo dell'automotive e l'ex Fiat (oggi Stellantis) in particolare. "Ci piacerebbe contribuire come confederazione a superare la divisione del CCSL che rischia di riproporsi in questi giorni. Uno spettacolo teatrale vecchio in un teatro che è completamente cambiato, cambiata la proprietà, cambiata la nazionalità della proprietà, cambiato l’AD, cambiato il mercato mondiale del autoveicolo, cambiato radicalmente il prodotto, dall’auto termica a quella elettrica, smontata e ridimensionata la testa dell’auto Fiat a Torino. Restano i 3 milioni di metri quadri di Mirafiori prevalentemente inutilizzati, i lavoratori che aspettano prospettive e tutele, ma soprattutto la pensione. E resta la nostra divisione che rende più deboli noi e i lavoratori".

Più in generale, non mancano i temi di timore per la Cgil piemontese. Preoccupazione "sullo stato di avanzamento di alcune importanti opere per lo sviluppo del Piemonte: Parco della Salute Torino; Metropolitana di Torino; Nuovo Tunnel del Colle di Tenda e opere accessorie; Terzo Valico dei Giovi; Quadruplicamento della linea ferroviaria Tortona- Voghera. A che punto siamo, Presidente Cirio? Progettazione, finanziamenti, gare?".

Il tema dei salari: "A Torino va peggio che altrove"

Timori anche sul fronte dei salari. "In Italia sono fermi da 20 anni. Secondo un recente rapporto dell’Oil l’Italia è il paese Ocse dove gli stipendi reali sono caduti di più negli ultimi 15 anni: -12%. Ma a Torino, nel capoluogo della regione, se possibile, va anche peggio: nella classifica dei salari la città è 12esima, il salario medio (media del pollo) corrisponde a circa 31.000 euro l’anno, 4.000 euro in meno di Milano".

 

Massimiliano Sciullo

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