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Attualità | 05 novembre 2022, 10:40

Leggere il cervello con tecniche non invasive: dagli X Men alla realtà, il Poli fa partire il progetto Cerebro

La ricerca promossa dall’Ateneo insieme ad altri partner europei ha l’obiettivo di sviluppare la diagnosi e la cura di molte patologie cerebrali

cervello - foto d'archivio

Leggere il cervello con tecniche non invasive: al via il progetto Cerebro del Politecnico

Dalle sale segrete degli X-men alla realtà, c'è un Cerebro che legge il cervello in maniera non invasiva anche nella realtà di tutti i giorni. Sta muovendo i suoi passi all'interno del Politecnico, dove però - al posto del professor Charles Xavier - conta su un team di ricerca all'avanguardia.

Con questo strumento si punta a migliorare l’imaging funzionale del cervello, di fondamentale importanza per la diagnosi e la cura di molte patologie cerebrali come ad esempio le malattie degenerative. Una tecnica non invasiva molto utilizzata è l’elettroencefalografia (EEG) che misura il potenziale elettrico superficiale. Purtroppo, questa tecnica ha spesso risoluzioni limitate perché il profilo di conduttività elettrica del cranio ne riduce la risoluzione spaziale.

Il progetto Cerebro

Al momento le tecniche standard per migliorare tale risoluzione sono l’elettroencefalogramma sub-cranico (ECoG) o intracerebrale (SEEG), entrambe però strategie invasive che richiedono la trapanazione del cranio e che comunque danno informazioni solo su aree limitate del cervello, non permettendo quindi di avere una visione sinottica dell’attività cerebrale.

Il progetto CEREBRO (CEREBRO - an electric Contrast medium for computationally intensive Electroencephalographies for high REsolution BRain imaging withOut skull trepanation – grant agreement n°101046748) - sviluppato dal team di ricerca del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni-DET del Politecnico di Torino, composto dal professor Francesco Paolo Andriulli (coordinatore del progetto), da Giuseppe Vecchi Danilo Demarchi - si propone di ottenere una modalità di lettura cerebrale nuova, che avrà risoluzioni comparabili all’ECoG e SSEG, ma sarà non invasiva e fornirà informazioni su tutto il mezzo cerebrale. Questo verrà ottenuto dotando l’EEG classica e non invasiva di uno strumento nuovo: il primo mezzo di contrasto sviluppato per questa tecnologia utilizzando techniche innovative di microfluidica, nanoelettronica e scienza del calcolo ad alte prestazioni.

Migliorare le tecniche di diagnostica per il cervello

Il progetto di ricerca – portato avanti insieme ai partner internazionali Institut Mines-Télécom (Francia), Université de Bretagne Occidentale (Francia), G.Tec Medical Engineering Gmbh (Austria), École Polytechnique Fédérale de Lausanne (Svizzera) - si spingerà fino a un livello di maturazione tecnologica (detto TRL) tra 4 e 6, per ottenere un primo prototipo funzionante.

La conoscenza sviluppata dal progetto CEREBRO ha il potenziale di migliorare le tecnologie di diagnostica medica per il cervello, contribuendo a una sostanziale crescita del settore dell’imaging diagnostico. Il business collegato al neuroimaging ha una dimensione rilevante: 3 miliardi di euro/anno nel mondo, rapportati a 22.5 miliardi di euro/anno complessivi del settore dell’imaging biomedico, quindi il potenziale economico dalle applicazioni della ricerca di CEREBRO è altissimo.

Un team di livello internazionale

Il progetto infatti è stato finanziato dall’Unione Europea nell’ambito di un bando dello European Innovation Council chiamato “Pathfinder” che sostiene idee altamente innovative col potenziale di produrre innovazioni dirompenti nel mercato.

“Siamo grati allo European Innovation Council per aver creduto in questo progetto coordinato dal Politecnico – dichiara a nome del gruppo di ricerca il professor Andriulli - Il dinamismo scientifico ed il prestigio dell’Ateneo hanno giocato un ruolo chiave nel formare una partnership internazionale con tutte le expertise chiave per garantire l’efficacia di questa azione”.

comunicato stampa

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