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Politica | 08 giugno 2022, 17:33

Una boccata di idrogeno per il Piemonte: i fondi del Pnrr fanno sventolare la prima bandiera

Siglata a Roma dal governatore Cirio l'intesa per avviare uno dei maggiori impegni grazie al sostegno delle risorse dell'Unione Europea. In arrivo 70 milioni più un'aggiunta di altri 80 legata ai fondi Fesr

foto d'archivio

Una boccata di idrogeno per il Piemonte: i fondi del Pnrr fanno sventolare la prima bandiera

La prima bandiera del Piemonte sventola grazie ai fondi del Pnrr: da Roma arriva infatti la firma (e quindi il semaforo verde) per il protocollo che porterà una grande porzione di risorse dell'Unione Europea per la ricerca sul fronte dell'Idrogeno.

La nostra regione è stata infatti riconosciuta come capofila (insieme a Puglia, Friuli, Umbria e Basilicata) per lo sviluppo green dell'idrogeno, che si propone come alternativa futuribile non solo ai vecchi combustibili fossili, ma anche all'attuale elettricità. Con tutti i risvolti immaginabili legati all'attuale crisi socio-economica per il conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina.

Hydrogen valley, fondi per 4 miliardi 

Potenziare lo sviluppo di energie alternative in particolare attraverso l’idrogeno è sfida che vale quasi 4 miliardi di euro di risorse del Pnrr per l’Italia. E nella nostra regione dunque sorgerà una di quelle che sono già state ribattezzate "Hydrogen Valley". 

Si inizierà dalla riconversione di aree industriali dismesse da utilizzare per la produzione di idrogeno. Il Piemonte in particolare punta a valorizzare la propria eccellenza nel settore della mobilità sostenibile sia pubblica che privata e nel settore della ricerca e sviluppo di modelli produttivi innovativi sostenibili.

"Il Piemonte è una delle cinque Regioni in Italia scelte dal Governo per investire sull’idrogeno - sottolinea il presidente della Regione, Alberto Cirio -. La nostra candidatura è stata accolta. Questo vuol dire investimenti prioritari del Pnrr, recupero di aree industriali dismesse, nuova occupazione e rispetto dell’ambiente. Il Piemonte ritorna protagonista nelle politiche industriali del nostro Paese".

Il Piemonte punta a fare 70 + 80 

L’obiettivo è di portare sul territorio una prima tranche di 70 milioni di euro di risorse del Pnrr sulle varie linee di finanziamento che riguardano l’idrogeno. Altri 80 milioni saranno investiti dalla Regione stessa attraverso le risorse europee del Fesr.

"Finalmente si parte. E questo è solo l’inizio - sottolinea l’assessore all’Ambiente Energia e Innovazione della Regione Piemonte, Matteo Marnati -. Un progetto che non solo cambierà l’approvvigionamento e l’utilizzo dei carburanti in Piemonte ma che porterà, oltre ad importanti ricadute occupazionali, indubbi benefici ambientali. Sviluppare la tecnologia dell’idrogeno, aggiunge, è fondamentale sia per contribuire a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del sistema energetico, industriale e dei trasporti al 2050, sia per sostenere le filiere industriali e i punti di forza presenti sul nostro territorio".

I passi da compiere 

Ricerca, produzione, consumo, trasporti e approvvigionamento: sono le parole chiave, i cinque colori della strategia con cui la Regione intende trasformare il Piemonte nel punto di riferimento italiano ed europeo sull’idrogeno e in particolare  idrogeno verde. Nelle scorse settimane è stata avviata la consultazione pubblica per costruire insieme a enti locali, università, centri di ricerca e oltre 100 aziende la strategia regionale sull’idrogeno che in autunno verrà presentata a Bruxelles.

Sono 28 i siti industriali dismessi che in Piemonte si sono candidati a diventare centri di produzione di idrogeno nell’ambito del Censimento avviato nei mesi scorsi dalla Regione Piemonte: 12 a Torino, 8 a Novara, 4 a Cuneo, 3 nel Vco e 1 a Vercelli.

Altra grande potenzialità l’ecosistema industriale di imprese interessate a riconvertire il proprio consumo energetico in chiave ibrida e maggiormente sostenibile, abbinando alle fonti tradizionali l’uso dell’idrogeno. C’è poi il fronte dei trasporti, con la possibilità di sperimentare l’idrogeno sul trasporto locale stradale e ferroviario, rinnovando il parco flotte con bus e treni verdi. Il Piemonte, inoltre, ha una posizione geografica strategica a livello internazionale per il traffico merci su gomma che la rende luogo ideale per il Nord Ovest in cui installare i punti di ricarica e approvvigionamento di idrogeno per i tir in arrivo dal Nord Europa.

Industria e sindacati:  "Ricerca come motore di sviluppo", "Si producano qui i bus a idrogeno"

Soddisfatto anche il mondo delle imprese: “Dobbiamo essere tutti molto contenti che il Piemonte sia tra le primissime Regioni italiane ad aver firmato un protocollo con la Presidenza del Consiglio per il progetto bandiera, inserito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ri-guarda la creazione di una Hydrogen Valley - commenta il presidente dell'Unione Industriali, Giorgio Marsiaj -. Verranno utilizzate aree industriali dismesse per realizzare siti di produzione di idrogeno verde, contribuendo a dare un forte impulso al raggiungimento degli obiettivi energetici e climatici non solo della nostra Regione, ma dell’intero Paese. Il progetto farà da motore anche per la ricerca applicata a una tecnologia sulla quale abbiamo molte aspettative per le sue possibili ricadute in settori industriali come l’automotive e l’aerospazio e creerà occupazione a vari livelli”.

"Bene la ricerca e la produzione dell'idrogeno, ma se si vuole creare occupazione si deve portare a Torino la produzione di autobus che possano utilizzare l'idrogeno. C'è una forte domanda pubblica che crescerà - aggiunge Giorgio Airaudo, segretario generale della Cgil Piemonte -. Ci sono condizioni e competenze a Torino. Iveco ha le competenze, glielo chiedano".

Massimiliano Sciullo

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