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Cronaca | 14 ottobre 2021, 12:33

La Torteria di Chivasso verso il dissequestro? L’avvocato di Spatari: “Siamo fiduciosi” [FOTO e VIDEO]

Le parole dell’avvocato Alessandro Fusillo: “Il Governo ha agito in maniera illegale: in Italia si vive in diffusa illegalità”. Sorrisi da parte della titolare dalla Torteria una volta uscita dal Palazzo di Giustizia: tra 15 giorni il tribunale si esprimerà

Persone davanti al tribunale di Torino

Udienza in tribunale per il caso della Torteria di Chivasso

Un sorriso e abbracci agli amici, fuori dal tribunale. Dopo la seconda udienza del tribunale del Riesame di Torino, Rosanna Spatari appare ottimista per la riapertura del suo locale, la Torteria di Chivasso.


 

Un locale considerato simbolo della resistenza contro le restrizioni in tempo di Covid, finito più volte sotto i riflettori della cronaca. A confermare le buone sensazioni in vista della sentenza che dovrebbe arrivare nei prossimi 15 giorni è Alessandro Fusillo, avvocato di Rosanna Spatari: “siamo fiduciosi per quanto riguarda la riapertura della Torteria. Quello che è stato fatto dal Governo e poi nel piccolo a carico del locale di Rosanna Spatari è completamente illegale”. “Purtroppo l’Italia è un Paese che vive una situazione di diffusa illegalità, non solo costituzionale ma soprattutto eurounitaria”, prosegue l’avvocato.

 

Il difensore della Spatari, racconta le tappe che hanno portato alla seconda udienza del tribunale del Riesame di Torino:  “Abbiamo subito presentato istanza di dissequestro al pm di Ivrea perché con il passaggio in zona bianca sono venute meno tutte le restrizioni in Piemonte: non c’era più nessuno rischio”. “Il provvedimento che Rosanna è accusata di aver violato era stato impugnato davanti al giudice di Pace di Ivrea e sospeso” racconta Fusillo. “L’unico provvedimento che avrebbe potuto violare era venuto meno. Ecco perché abbiamo chiesto il dissequestro, negato prima dal pm e poi dal Gip di Ivrea”, spiga l’avvocato.

 

La fiducia di Fusillo trova il suo fondamento nel diritto europeo: “C’è una questione di diritto comunitario, è fondamentale. Abbiamo chiesto ai giudici di prendersi il ripristino della legalità in questo Paese: tutte le normative restrittive della libertà del commercio, per essere attuate, devono essere preventivamente notificate alla commissione. È fondamentale questo, la mancata notifica alla commissione comporta l’inattuabiità delle normative”. “Il Governo ha violato la normativa europea. E poi c’è la violazione della Carta di Nizza, che prevede il diritto fondamentale al lavoro, con la differenza che rispetto alla Costituzione le norme europee sono di applicazione diretta e immediata all’interno della Repubblica italiana”, conclude l’avvocato Fusillo.

Andrea Parisotto

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