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Politica | 06 luglio 2021, 16:45

Rsa, è allarme per la mancanza di infermieri. Canalis (Pd): "A rischio un terzo dei posti letto"

L'assessore Icardi: "Si è deciso di prorogare al 31 dicembre il termine entro il quale, valutato lo stato di necessità, il personale infermieristico può essere contrattualizzato presso l’azienda sanitaria regionale"

Rsa, è allarme per la mancanza di infermieri. Canalis (Pd): "A rischio un terzo dei posti letto"

Quali misure la Regione intende mettere in campo per far fronte alla grave carenza di infermieri nelle Rsa piemontesi? Questa l’interrogazione che la consigliera Pd, Monica Canalis, ha posto alla Giunta regionale nell’ambito dei question time del Consiglio regionale del Piemonte.

Considerata l’esigenza di garantire continuità di adeguati livelli di assistenza infermieristica nelle strutture residenziali – ha specificato in una nota l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi - si è deciso di prorogare al 31 dicembre 2021 il termine ultimo entro il quale, valutato il reale stato di necessità, il personale infermieristico può essere contrattualizzato presso l’azienda sanitaria regionale, continuando nel contempo a prestare la propria attività presso la struttura  di provenienza. Non solo – conclude Icardi -  laddove le strutture residenziali evidenziassero una grave carenza di personale infermieristico, la Regione intende garantire la copertura delle prestazioni secondo le carenze riscontrate, tramite la sottoscrizione di una specifica convenzione”.

Entro fine anno - ha sottolineato Canalis - potrebbe chiudere un terzo dei 30.000 posti letto autorizzati nelle Rsa del Piemonte, a causa della carenza di infermieri e della lentezza dei nuovi inserimenti in convenzione. Il numero di infermieri contrattualizzati dalle Asl e “distaccati” nelle Rsa è troppo esiguo per far fronte ai bisogni, senza dimenticare che le procedure burocratiche per realizzare questo distacco sono eccessivamente complicate. In ogni caso, mancano infermieri anche nel settore pubblico e quindi la soluzione non può essere quella di tamponare ora qua ora là, togliendo da una parte e mettendo dall’altra. Occorre avviare una ricerca di infermieri negli altri Paesi europei, facilitando le procedure di conversione e riconoscimento dei titoli di studio e soprattutto prendere in considerazione l’abolizione del numero chiuso o l’estensione del numero di posti nei corsi di formazione per infermieri”.

redazione

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