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Scuola e formazione | 27 giugno 2021, 08:08

Residenze universitarie pubbliche, nei prossimi 5 anni 2.300 nuovi posti letto in Piemonte

Si stima che per soddisfare la domanda attuale sarebbe necessario realizzarne 4.300, quasi tutti nel capoluogo. Sciretti: "Gap al momento impossibile da colmare, ma ridurremo pesantemente questa forbice"

Residenze universitarie pubbliche, nei prossimi 5 anni 2.300 nuovi posti letto in Piemonte

Grazie alla sinergia tra Edisu e Assessorato al Diritto allo Studio, nei prossimi 5 anni previsti investimenti per la realizzazione di 2.300 nuovi posti letto sul territorio regionale.

Secondo uno studio condotto da Ires, l’Istituto di Ricerche Economico Sociali del Piemonte, sulla domanda abitativa degli studenti universitari all'interno dei confini regionali, esiste un significativo gap tra domanda e offerta di posti letto per gli aventi diritto per requisiti di reddito e merito. Non soltanto: gli iscritti residenti fuori regione superano le 40mila unità, la domanda abitativa è aumentata di conseguenza, mentre il numero di posti letto a tariffa calmierata è rimasto pressoché invariato dal 2006.

Per soddisfare appieno la domanda dei borsisti fuori sede lo studio, si stima che sarebbe necessario realizzare 4.300 posti letto in Piemonte, la quasi totalità concentrati nella città di Torino. In merito intervengono l’Assessore al Diritto allo Studio della Regione Piemonte Elena Chiorino e il Presidente di Edisu, l’ente regionale per il diritto universitario del Piemonte, Alessandro Sciretti, per delineare ciò che la governance ha avviato in appena un anno e mezzo dall’insediamento.

"Grazie a questo lavoro di squadra – ha commentato Chiorino - il Piemonte è un esempio nazionale ed europeo di sinergia tra città, territori e università, mondi che tracciano insieme le traiettorie del proprio futuro: credo in questo metodo di lavoro che permette il dialogo tra sistemi urbani e universitari in un'ottica di progettualità condivise. Un approccio trasversale di ricerca che pone al centro il benessere degli studenti in quanto cittadini e garantisce loro la libera scelta di studiare negli Atenei piemontesi, quale aspetto imprescindibile del diritto allo studio".

"Dal mio insediamento ad oggi - sottolinea Sciretti - in poco più di 16 mesi, grazie al sostegno del Cda e al supporto tecnico amministrativo dello staff dell’ente, si è potuto procedere a delineare concretamente l’azione per trasformare in reale quello che fino a poco tempo fa era solo una volontà politica, seppur chiara e manifesta e soprattutto in condivisione con il governo regionale. Grazie anche al lavoro sinergico con l’Assessore Chiorino, siamo passati dalle parole ai fatti in una manciata di mesi, a fronte di anni di silenzio politico tombale in merito alla residenzialità universitaria pubblica".

Con il cofinanziamento statale della Legge 338, il Recovery Plan regionale e le Universiadi invernali 2025, si aprono tre importanti scenari di sviluppo sul piano universitario. Grazie alle Universiadi è stata prevista la realizzazione di 1.700 posti letto, mentre attraverso il Recovery Fund ed investimenti propri dell’ente l’obiettivo è aggiungerne altri 600 posti letto per un investimento complessivo di circa 100 milioni di euro di cui 84 destinati alla residenzialità legata al grande evento sportivo del 2025 e circa 20 milioni di investimenti diretti di Edisu.

"Vi sono gli strumenti per permettere al Piemonte di far un balzo in avanti sia in termini di aumento della disponibilità di posti alloggio per gli studenti, elemento di fondamentale importanza nella scelta di un Ateneo – ha concluso l’assessore - sia nell'ottica della riqualificazione del tessuto urbano, in luoghi strategici delle città”.

E Sciretti ha sottolineato come: "Non si riuscirà in una sola partita a colmare l’enorme gap tra domanda e offerta ma ridurremo pesantemente la forbice che al momento esiste. Intanto stiamo già intervenendo per porre un rimedio nel breve e medio termine al problema: nel mese di maggio abbiamo avviato una indagine esplorativa nel settore privato per reperire 740 posti letto tra le città di Torino e Novara e dare una risposta immediata all’esigenza abitativa per gli aventi diritto dei benefici regionali tra chi sceglie il Piemonte per la formazione universitaria. Non solo: dal primo settembre verrà riattivata la mensa all’interno della Residenza Borsellino e sono in fase di progettazione preliminare un nuovo spazio per la ristorazione universitaria vicino al Dipartimento di Economia, sempre a Torino, ed una da realizzare nella città di Vercelli. Questi spazi in altri orari si tramuteranno in sale studio, andando ad accrescere quindi la vastissima offerta che in pochissimi mesi siamo riusciti a costruire, grazie a sinergie importanti quali Reggia di Venaria, Città di Settimo Torinese, Environment Park, oltre naturalmente a Città di Torino con la quale ed insieme agli atenei si è dato vita a Campus Diffuso: grazie a tutto questo siamo riusciti ad offrire - dalla fine del 2020 ad oggi - da 1.312 a 3.100 posti disponibili per studiare".

redazione

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