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Politica | 21 aprile 2021, 15:28

Ludopatia, finalmente iniziato il dibattito in Consiglio regionale. Ma l'Aula è spaccata in due

Leone (Lega) ha spiegato l'anima del provvedimento che vorrebbe andare a modificare la legge attuale approvata all'unanimità (Lega compresa) nel 2016. Contrarie, nel metodo e nel merito, tutte le forze di opposizione

Ludopatia, finalmente iniziato il dibattito in Consiglio regionale. Ma l'Aula è spaccata in due

Il Consiglio regionale ha svolto la discussione generale sulla proposta di legge sul “Contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo patologico”, presentata dal gruppo della Lega che intende modificare la legge attualmente in vigore, la 9 del 2016.

A illustrare il testo, come primo firmatario il consigliere Claudio Leone: “Il provvedimento va a correggere la normativa precedente, che non va rigettata in toto, ma ci poniamo obiettivi importanti, in primis introdurre modifiche finalizzate a tutelare la dignità del lavoro e i posti dei cinquemila lavoratori attivi del settore del gioco d’azzardo legale. Inoltre, vogliamo rendere più capillare la lotta alla ludopatia, utilizzando meglio le risorse a disposizione”.

La nostra proposta di legge vuole garantire un gioco regolamentato e ben controllato, gestito dallo Stato, tutelando i lavoratori di quel comparto ed evitando che si creino degli spazi vuoti in cui è facile che si insinui la malavita”, ha affermato il capogruppo della Lega Alberto Preioni. “Oltre a combattere l’illegalità vogliamo che a quell’1,5% di giocatori definiti problematici secondo i dati dell’Ires siano offerti percorsi di cura, aumentando le risorse per l’attività dei Sert".

Contrarietà "nel metodo e nel merito" è stata espressa dal gruppo del Pd e in particolare dal capogruppo Raffaele Gallo, che ha ricordato come non ci sia stato confronto né con le associazioni del settore, né con le forze di opposizione e che i 60mila emendamenti di minoranza siano la risposta per approfondire quanto non è stato fatto in Commissione. “La legge 9/2016 funziona, è sbagliato smantellarla perché è riuscita a trovare un punto di equilibrio, contemperando due aspetti essenziali, ovvero la tutela della salute e il diritto al lavoro”. 

Contrario anche il capogruppo dei Moderati, Silvio Magliano: “Sulla presunta perdita di posti di lavoro avremmo voluto discutere in Commissione e invece di abrogare una legge si potevano creare misure per facilitare - ad esempio a livello urbanistico e amministrativo - la possibilità di adeguamento alla stessa da parte degli esercizi commerciali”.

I dati ufficiali provenienti da Ires, dall’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro, dalle Asl, dal Cnr indicano gli effetti positivi prodotti dalla legge del 2016, negarli da parte della maggioranza significa agire in spregio alle istituzioni”, ha aggiunto il capogruppo di M4o, Giorgio Bertola.

Siamo contro l’abrogazione della legge attualmente in vigore, che ha reso un servizio alla comunità: sono stati risparmiati 700milioni di euro dal 2016 a oggi e con la riduzione dei volumi del gioco sono state ridotte anche le occasioni per iniziare a giocare, un modo per tutelare le persone incapaci di difendersi dalla spirale del gioco patologico”, ha affermato Sean Sacco, presidente M5s.

Per Mario Giaccone, (Monviso) non si possono creare prospettive economiche se entrano in conflitto con la salute pubblica. “Dal 2017 al 2019 c’è stata una diminuzione dei ludopatici del 20%, la legge 9/2016 è stata costruita in modo equilibrato non per debellare il gioco d’azzardo ma per arginarne gli effetti, non era una legge liberticida”.

“Non vogliamo tornare al Casinò Piemonte e non accetteremo questa sanatoria”, ha dichiarato Marco Grimaldi (Luv), sottolineando come la legge in vigore abbia ridotto le occasioni di gioco e il numero dei malati.

Durante il dibattito sono intervenuti anche Alessandro Stecco Riccardo Lanzo (Lega), Monica Canalis, Domenico Rossi, Diego Sarno (Pd), Sarah Disabato, Ivano Martinetti (M5s) e Francesca Frediani (M4o). Silenzio, invece, da parte del presidente Cirio e della giunta. Un atteggiamento nuovamente stigmatizzato dalle opposizioni.

La seduta odierna del Consiglio si è chiusa in anticipo, alle ore 16, per la richiesta del capogruppo della Lega, Alberto Preioni, di una sospensione per poter valutare meglio gli emendamenti al testo della proposta di legge e per trovare un accordo dentro la maggioranza. E, contemporaneamente, per un blackout di pochi minuti.

"La seduta è stata sospesa per problemi tecnici ma non abbiamo capito se si tratta del black-out che ha interessato Torino, e la sede del Consiglio regionale, o quello che c’è dentro la maggioranza di centro-destra", ha ironizzato il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi. “Fino a ieri Lega e soci arringavano i gestori delle sale scommesse dicendo di essere pronti ad affrontare la discussione e i nostri 60mila emendamenti ma oggi, senza lo schermo spento del computer di casa e vista la scena muta della Giunta e di due Capigruppo su tre in Aula, battono in ritirata. Non appena abbiamo smesso di fare i nostri interventi – prosegue Grimaldi – e davanti all’ipotesi di cominciare a votare il testo di legge, la fretta della Lega di votare il ‘Riparti Slot Piemonte’ è evaporata: la verità è che la Super Lega di Preioni finirà come la Super League delle big del calcio. Chiedono ore di tempo per trovare un accordo al proprio interno ma la verità è che o cancellano la legge Leone trovando un accordo con gli alleati sulla sola proroga di un anno delle ultime scadenze previste dalla nostra Legge contro la Ludopatia, o affronteranno in solitaria il mare aperto della discussione dei 60mila emendamenti rischiando il naufragio".

Domattina la seduta non si terrà per permettere di partecipare ai funerali dell'ex assessore Nicola De Ruggiero. La discussione in Aula riprenderà dunque dalle ore 14.

 

Daniele Angi

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