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Economia e lavoro | 08 gennaio 2021, 10:40

Fondazione Crt, al via il recupero di 135 beni artistici tutelati: trenta sono a Torino e in provincia

I nuovi cantieri daranno lavoro a oltre 250 imprese del territorio piemontese: da Stupinigi a Ivrea, passando per San Mauro e Cavoretto

La Palazzina di Caccia di Stupinigi

Gli interventi finanziati dalla Fondazione Crt riguardano anche Stupinigi

Una vetrina con al suo interno 135 “gioielli” artistici e architettonici da lucidare e recuperare: sono il patrimonio del Piemonte e della Valle d’Aosta che potrà rinascere con i 2,4 milioni di euro di contributi assegnati da Fondazione CRT tramite il bando “Restauri Cantieri Diffusi”. Obiettivo di questa progettualità è recuperare beni immobili e mobili – campanili, facciate, pavimentazioni, tele, statue, libri, arredi lignei – sottoposti a tutela, e promuovere la conoscenza e la piena fruizione dei luoghi da parte di fasce sempre più ampie di pubblico. Le risorse della Fondazione CRT renderanno possibile anche il restauro conservativo della facciata lato sud della Palazzina di Caccia di Stupinigi, dell’altare maggiore della Real Chiesa di San Lorenzo a Torino e della pavimentazione della Sala delle Grottesche del Castello della Manta nel Cuneese.

Nel Torinese, in particolare, saranno restaurati l'androne di accesso all'Accademia di Medicina con i suoi tre affreschi di Bartolomeo Guidobono e la copertura e pavimentazione della Chiesa San Pietro in Vincoli a Cavoretto, la Cappella della Madonnina presso l'Abbazia di S. Maria di Pulcherada a S. Mauro Torinese, gli affreschi della Confraternita di Santa Croce a Ivrea.

Saranno quindi aperti nei prossimi mesi 135 cantieri che coinvolgeranno oltre 250 imprese medio-piccole del territorio. “La tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico nel contesto paesaggistico e ambientale ha un ‘senso contemporaneo’, un legame identitario con la vita della comunità: per i mecenati del XXI secolo come le Fondazioni, salvare la memoria e la bellezza dei luoghi, in linea con i principi stessi della Costituzione, significa lavorare concretamente per il bene comune – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Il progetto ‘Restauri’ unisce al valore culturale anche quello economico-occupazionale, particolarmente significativo in questo momento di estrema difficoltà per il Paese, restituendo fiducia, speranza e una prospettiva di ripartenza: l’apertura dei cantieri per il recupero delle opere, infatti, creerà nuove opportunità di lavoro sul territorio funzionali alla ripresa, rafforzando la capacità di ‘resilienza’ dell’intera comunità”. 

Oggi più che mai, a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia, si comprende cosa significa non poter fruire della bellezza del patrimonio artistico-culturale e l’importanza di tutelarlo nel tempo – dichiara il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci –. Grazie anche ai meccanismi di detrazione e agevolazione fiscale dell’Art bonus, il contributo di Fondazione CRT per la rinascita della ‘grande bellezza’ diffusa a livello locale ma di rilevanza anche nazionale, attiva un doppio circolo virtuoso: ridà fiato a molte imprese nel nord Ovest e mette a disposizione del territorio ulteriori risorse - 730mila euro nell’ultimo anno - concretizzando il ruolo strategico della filantropia per garantire che l’arte sia, al tempo stesso, una ricchezza da valorizzare nel presente, ma anche un’eredità per il futuro".

Salgono così a oltre 2.700 i beni fatti rinascere da Fondazione CRT, nell'ambito di Restauri Cantieri Diffusi, con un investimento di oltre 45 milioni di euro.

M.Sci

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