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Cronaca | 04 gennaio 2021, 19:00

Pedopornografia, revenge porn, truffe online e fake news: con lockdown e smartworking, 1300 interventi nel 2020 per la Polizia postale

In Piemonte le persone indagate sono state in tutto 224: volumi in aumento anche a causa della maggiore presenza delle persone a casa e collegate a Internet

Pedopornografia, revenge porn, truffe online e fake news: con lockdown e smartworking, 1300 interventi nel 2020 per la Polizia postale

Il 2020 è stato un anno particolare, anche per la Polizia postale e delle comunicazioni. Con il lockdown e l'aumento dello smart working, infatti, anche l'uso della Rete è aumentato in maniera considerevole, così come i comportamenti illegali collegati alle nuove tecnologie. E il bilancio complessivo parla di oltre 1300 casi trattati, per 224 indagati in tutto.


Lotta alla pedopornografia

Nel corso del 2020, gli agenti della Postale hanno intensificato il monitoraggio della rete con lo scopo di scongiurare l’aumento di reati relativi allo sfruttamento sessuale dei minori online. In particolare, sono state 14 le indagini più significative condotte su scala nazionale e tra queste compare anche "50 Community", condotta dalla Polizia Postale di Torino nei confronti di 50 indagati ed inerente la diffusione e, in alcuni casi, produzione di materiale di pornografia minorile: 4 gli arresti in flagranza effettuati per possesso di ingente quantità di materiale pedopornografico. L’attività è stata frutto di una cooperazione con il canadese National Child Exploitation Coordination Center (NCECC). Il materiale illegale, scambiato su piattaforme di messaggistica istantanea, era diversificato e spaziava da immagini di nudo a violenze sessuali ai danni anche di neonati. Sequestrati oltre 100 reperti e decine di terabyte di materiale pedo-pornografico conservato anche su spazi di archiviazione cloud.

Cinque poi le perquisizioni svolte dagli agenti di Piemonte e Valle d'Aosta nell'ambito della più ampia operazione “Luna Park", coordinata per due anni dalla Polizia Postale di Milano, con 432 utenti individuati che condividevano su applicazioni di messaggistica istantanea foto e video pedopornografici, anche di neonati. Dei 159 gruppi individuati, 16 erano delle vere e proprie associazioni per delinquere. A carico di uno dei perquisiti, nel territorio valdostano, è scattato l’arresto per detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico. 

In tutto, nel 2020, sono stati  71 gli indagati nel settore della pedopornografia; tra questi, 6 per lo specifico reato di adescamento realizzato online attraverso social network o piattaforme di istant messaging, 62 per detenzione e 3 per diffusione di materiale pedopornografico.

Truffe online
Il fenomeno delle truffe online ha riguardato da vicino il commercio online, letteralmente decollato nei mesi del lockdown: numerose partite di materiale, venduto all’ingrosso, proveniente soprattutto dall’estero, riportanti marchi CE contraffatti. Ma tanti i casi anche di raccolte fondi fasulle (soprattutto a tema sanitario e di lotta al Covid) e falsi annunci di lavoro. Sono state 500 le denunce effettuate presso il Compartimento di Torino, di cui 418 per problemi legati all'e-commerce, ma non sono mancate 12 segnalazioni per truffe di natura "sentimentale". Sono state poi 53 le denunce per raggiri legati al trading online (per un danno di circa 2 milioni di euro). 

Revenge porn e altri comportamenti pericolosi 
Il caso della maestra d'asilo e del video fatto circolare da un suo ex è solo uno dei tanti (troppi) episodi di revenge porn che si sono verificati anche a Torino e in Piemonte nel 2020. In particolare, nel Torinese se ne sono contati 14. Mentre nella repressione dei reati di minacce e molestie, realizzate attraverso i social network, sono stati circa 100 i casi nelle regioni Piemonte e Valle d’Aosta. Tante anche le segnalazioni per quanto riguarda comportamenti legati all'odio e alla persecuzione (il cosiddetto "hate speech"). 

Cyber-pirati e attacchi informatici
Non sono mancati in questo periodo gli episodi di crimini informatici, con attacchi di hacker o pirati ai danni di aziende ed enti pubblici, anche per quanto riguarda attività essenziali. Nel giro di un anno, su scala nazionale, gli attacchi rilevati sono più che raddoppiati.
Sul territorio piemontese sono stati denunciati  286 casi di reati riconducibili a tecniche di hacking; tra questi 181 denunce per accesso abusivo, 20 per inoculazione di malware e 85 per sostituzione di persona/furto di identità digitale. 

Sette arresti e 32 indagati invece, da parte degli agenti dal Compartimento di Torino, per i reati finanziari di questo genere.

Cyber terrorismo

Negli ultimi 12 mesi sono notevolmente aumentate rispetto all’anno precedente le segnalazioni sulla presenza di contenuti illeciti all’interno di spazi e servizi di comunicazione online di ogni genere. Come i fenomeni di radicalizzazione jihadista, i cui messaggi spesso vengono veicolati dal web. 


Lotta alle fake news
Erano in crescita già prima della pandemia, ma con l'arrivo del Covid le notizie volutamente fasulle in Rete hanno si sono moltiplicate con ancora più forza, soprattutto in ambito sanitario. A livello nazionale sono stati individuati 136 eventi, riconducibili al fenomeno della disinformazione, rispetto ai quali è stato predisposto uno specifico allarme per giungere alla messa in circolazione di informazioni corrette.

Massimiliano Sciullo

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