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Economia e lavoro | 20 novembre 2020, 09:36

Crisi da Covid, l'appello di negozianti e artigiani: "Congeliamo le bollette come nel primo lockdown"

Banchieri (Confesercenti): "In primavera il rinvio fu accordato, contiamo su una nuova prova di sensibilità". Scarlatelli (Cna): "Si tratta di cifre importanti per imprese già in difficoltà"

Crisi da Covid, l'appello di negozianti e artigiani: "Congeliamo le bollette come nel primo lockdown"

Un appello a Iren e agli altri gestori di fornitura di energia elettrica: congelare le bollette in scadenza in questi giorni per le attività commerciali. E' il messaggio che ha voluto lanciare Confesercenti in queste settimane di difficoltà, soprattutto per quelle attività che non possono proseguire nel loro lavoro, mentre altre lo fanno, ma a scartamento decisamente ridotto.

"Durante il precedente lockdown - dice Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti - la sospensione fu accordata in modo generalizzato: in questo caso, si tratterebbe di riconoscerla alle imprese della vendita e della somministrazione ora costrette alla chiusura dall'ultimo Dpcm, ma che devono saldare i consumi dei mesi scorsi. E sarebbe opportuno prevedere anche un meccanismo automatico di sospensione nel caso - che speriamo non si verifichi - di altre chiusure". 

"Contiamo su una prova di sensibilità verso imprese sempre più in difficoltà, per le quali in questo momento qualsiasi esborso, anche limitato, rappresenta un problema. Sosteniamole ora, in modo tale che possano tornare - si spera il prima possibile - a operare e a consumare energia. Sono sicuro - conclude Banchieri - che i gestori ne sono perfettamente consapevoli e vorranno prendere in considerazione la nostra richiesta".

Proprio nei giorni scorsi, era stato il Comune ad accogliere l'appello (questa volta di Epat) a una riduzione dei canoni di affitto per quelle imprese che operano all'interno di proprietà dell'amministrazione.

E sulla sospensione delle bollette si è espresso anche il mondo artigiano, con Nicola Scarlatelli, presidente di Cna Torino: "Ricordo che per la classe di consumo fino a 20 MWh dove si concentrano artigiani e micro imprese, l’energia elettrica costa il 54.3% in più rispetto alla media dell’Ue. Si tratta quindi di cifre importanti per imprese già in difficoltà soprattutto se pensiamo alle attività oggetto di chiusura come gelaterie, pasticcerie, centri estetici o ristoranti”.  “Siamo a ribadire - prosegue - che nonostante possiamo capire gli sforzi del Governo, nonostante possiamo capire l’emergenza sanitaria, le nostre imprese vogliono tornare presto a lavorare".

Massimiliano Sciullo

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