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Economia e lavoro | 22 luglio 2020, 17:00

Vita all'aria aperta, vicino a casa e raccontandosi in modo nuovo: il Piemonte fa i bagagli per lasciarsi alle spalle il Covid

Una task force di Confindustria ha lavorato con Regione e addetti del settore per rimodellare la Destinazione Piemonte: "Servono nuovi modi di fare territorio superando il vecchio concetto di autenticità che rischia di non essere più interessanti".

Vita all'aria aperta, vicino a casa e raccontandosi in modo nuovo: il Piemonte fa i bagagli per lasciarsi alle spalle il Covid

Riposizionarsi dopo l'emergenza sanitaria, in un mondo che sta cambiando (e riscoprendo alcune tradizioni del passato). Anche nel settore del turismo. Per questo motivo Confindustria Piemonte e Federturismo hanno voluto fare il punto per costruire non solo il presente, in questo "dopo Covid" dai forti accenti di attualità, ma anche un futuro di medio-lungo periodo.

A portare avanti il lavoro, una task force coordinata dal presidente della Commissione Industria del Turismo Federico De Giuli e composta da tecnici, esperti di settore e destinazione turistica regionale. Al loro fianco, la Regione, coinvolta fin dai primi momenti. "Il mondo del turismo è duramente messo alla prova da questa emergenza sanitaria, le imprese sono in difficoltà e bisogna essere capaci di traguardare la contingenza e avere fiducia che al più presto ci siano le condizioni per tornare a viaggiare".

"Se da un lato c’è bisogno di interventi finanziari urgenti che permettano di non disperdere il patrimonio di imprese e professionalità, dall’altra dobbiamo prepararci a una stagione competitiva e appassionante". "Il territorio piemontese - aggiunge De Giuli - ha le caratteristiche ottimali per rispondere alle nuove esigenze e che superata la crisi, se avremo il coraggio di innovare, si apriranno importanti opportunità per il settore turistico".

Gli scenari: spazio all'outdoor
Tra gli scenari più probabili, oltre a una carenza di risorse da utilizzare, una forte competizione tra territori e destinazioni turistiche e un mercato che deve fare fronte a nuove tipologie di clientela, compreso un turismo di prossimità fino a ieri quasi dimenticato.
In questo - spiega lo studio condotto da Carlo Alberto Dondona, Cristina Bergonzo e Romina Galleri, di IRES, Osservatorio turistico regionale e Intesa San Paolo - il Piemonte potrebbe mettere a frutto la sua grande offerta di outdoor, escursionismo ed altre destinazioni e prodotti particolarmente attraenti. Anche se le difficoltà, soprattutto per il settore alberghiero, potrebbero non mancare.

L'effetto Covid come accelerazione
Secondo lo studio di Laura Rolle, docente universitaria, il Covid potrebbe aver avuto l'effetto di un acceleratore sul cambio di paradigma, del quale i primi segni erano già visibili nel 2017. La sfida è ridefinire il tempo della vacanza, ridefinire l'idea stessa di stagionalità, ridefinire le narrazioni di luoghi, persone e destinazioni, ridefinire le modalità con cui attirare i turisti di domani. Il tutto, puntando soprattutto sulla nuova autenticità della esperienza turistica, già un po’ in crisi prima dell'emergenza sanitaria. "Servono nuovi modi di fare territorio superando il vecchio concetto di autenticità che rischia di non essere più interessanti".

La risorsa del congressuale
Un tema che rimane centrale - come spiega Filippo Monge - è quello del turismo congressuale, assai caro a Torino, ma anche ad altri territori regionali. Anche in questo caso la necessità è di rivisitare, fornendo proposte e suggestioni, come quella di imitare la proposta organizzativa del prossimo Salone Internazionale del Mobile di Milano.

"II turismo alimenta una catena del valore lunghissima – ha commentato infine la presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli – e le ricadute, con l’emergenza sanitaria, si sono fatte sentire anche in tanti altri comparti ad esso collegati. Per uscire da questo vicolo cieco ci metteremo diversi anni, ma dobbiamo pensare che quello che prenderà forma nel prossimo periodo sarà un nuovo turismo, un cambiamento inevitabile che la pandemia ha solo bruscamente accelerato".

"L’offerta di prodotti omogenei in diversi territori, il digitale, la formazione, l’attenzione a nuovi stili di vita che mettano al centro il benessere e la sicurezza della persona sono temi cruciali sui quali è diventato indispensabile investire e riprogettare".

L’Assessore a Cultura, Turismo e Commercio della Regione Piemonte, Vittoria Poggio, ha dichiarato: “Nessuno avrebbe mai potuto aspettarsi l’attuale, improvviso e imprevedibile scenario mondiale disegnato dall'emergenza sanitaria. L’amministrazione regionale ha elaborato un fitto, variegato e straordinario programma di sostegno e di rilancio del turismo regionale, il cosiddetto “Riparti Turismo”, il quale sta proprio ora entrando nel vivo e, grazie alla sua cospicua dote finanziaria, comincia a mostrare i primi risultati positivi".

"Da questo tavolo di lavoro sono quindi emersi provvedimenti come il Voucher 3x1, che sembra avere un buon successo e piacere molto ai turisti, il Bonus Turismo, che sostiene la ripresa del settore alberghiero ed extralberghiero, una nuova Campagna di promozione e marketing turistico -‘Bellezza singolare’, ‘Gusto singolare’, ‘Libertà singolare’, ‘Spirito singolare’-, per il rilancio dell’intera offerta regionale, declinata per prodotti, target e mercati, e il potenziamento dei Consorzi, delle ATL e delle Proloco presenti sul territorio".

"Tutte misure studiate per dare una risposta efficace e concreta all’intera filiera turistica, in quanto la nostra regione vive di turismo e questo piano deve e vuole essere un rilancio dell’immagine e del brand Piemonte”.

Massimiliano Sciullo

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