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Politica | 17 giugno 2020, 15:40

Il Piemonte pensa alla ripartenza del trasporto pubblico:"Stop al distanziamento su bus e treni"

Inviati una prima tranche di questionari ad aziende, associazioni di categoria. Nigrogno (Agenzia Mobilità Piemontese):"obiettivo elaborare un tpl che si adatti alle esigenze di enti ed utenti"

Il Piemonte pensa alla ripartenza del trasporto pubblico:"Stop al distanziamento su bus e treni"

Stop al distanziamento sui bus e treni, se i passeggeri indossano la mascherina. E’ questa la richiesta che il Piemonte intende fare al Governo, annunciata oggi dall’assessore regionale Marco Gabusi durante un approfondimento dedicato al ritorno alla normalità del trasporto pubblico post Coronavirus.

La speranza dell’esponente della giunta Cirio è che Roma - così come fatto con i ristoranti, dove rispetto alle prime ipotesi sono stati ridotti i metri di distanza per i clienti – decida di togliere l’obbligo di distanziamento anche sui bus e treni. “Rispetto al 4 maggio – ha detto Gabusi – siamo in un fase diversa: la metropolitana di Torino è al 45% di passeggeri, la ferrovia al 35%-40%. Abbiamo già chiesto al governo di eliminare il distanziamento a bordo perchè pensiamo bastino le mascherine”.

Per elaborare il piano di ritorno alla normalità di settembre, legato alle ripartenze del mondo scolastico e industriale, la Regione e l’Agenzia Regionale per la mobilità hanno mandato in questi giorni una prima tranche di questionari ad aziende, associazioni di categorie per capire quali siano gli scenari organizzativi per i lavoratori, i termini di flessibilità degli orari e dei turni, le quote di smart working, il grado di collaborazione e di coinvolgimento delle organizzazioni aziendali. Lo stesso verrà poi fatto con le scuole. L’obiettivo, come ha chiarito la vicepresidente dell’Agenzia della Mobilità Piemontese Licia Nigrogno, è “elaborare un sistema di trasporto che si adatti alle esigenze degli enti ed utenti”. A tal scopo sono anche stati aperti tavoli interdisciplinari.  

Tra gli elementi che saranno analizzati ci saranno le variazioni di utilizzo degli abbonamenti. "Sappiamo – ha spiegato Gabusi - che non tutti saranno rinnovati e che la domanda di trasporto pubblico diminuirà in funzione delle quote di smart working che saranno mantenute. Ci saranno meno passeggeri e in orari diversi. Chiaramente questo imporrà un cambiamento di orari e di mezzi: non potremo lasciare un autobus o un treno in orari a bassa frequentazione e dovremo rinforzare i servizi su orari nuovi, sapendo che le risorse economiche ci sono, ma sono limitate. Abbiamo chiesto a Roma l’anticipo dell’80% dei 500 milioni di euro del fondo nazionale per i trasporti di e stiamo aspettando la firma del decreto".

Cinzia Gatti

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