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Cultura | 12 maggio 2020, 08:58

Priorità agli eventi outdoor, difficile l'uso della mascherina per gli artisti: Mibact e Agis verso la ripresa degli spettacoli

Il ministro Dario Franceschini trasmetterà prossimamente il verbale del Comitato tecnico scientifico, per la ripartenza in sicurezza di lavoratori e spettatori

L'orchestra e il coro del Teatro Regio di Torino

L'orchestra e il coro del Teatro Regio di Torino

Si è svolto ieri mattina l'incontro tra Agis e Mibact in merito alla ripresa degli spettacoli dal vivo in Italia nel mese di giugno. Presenti anche  i rappresentanti della Conferenza delle Regioni, dell’Anci, il presidente di Federvivo, Filippo Fonsatti e dell’Anfols, Francesco Giambrone. 

Agis ha subito ricordato come, prima ancora di rendere possibili le riaperture al pubblico delle attività, sia prioritaria la riattivazione dei servizi generali e tecnici dei teatri e, subito dopo, la ripresa dell’attività produttiva – prove, allestimento, classi di danza – necessaria all’esecuzione. Rimandando al documento presentato lo scorso 29 aprile, si conferma quindi l’esigenza di un cronoprogramma di riaperture, prediligendo le attività outdoor.

Il documento Agis segnala, inoltre, come la paventata limitazione a 200 persone per gli eventi in spazi chiusi - che  non sembra tener conto delle diverse cubature e caratteristiche strutturali - sia di complessa realizzazione, oltre che non sostenibile sotto il profilo economico. Basti pensare alle Fondazioni Lirico Sinfoniche che raggiungerebbero tale soglia solo con orchestra, coro e tecnici impegnati nell’attività. Impossibile anche l’uso dalla mascherina anche per i musicisti, gli attori e i cantanti. 

Al termine dell’incontro, il ministro Dario Franceschini ha sollecitato l’Agis a esprimere il parere e a fornire indicazioni sulle prescrizioni inserite nel verbale del Comitato tecnico scientifico non appena sarà trasmesso, al fine di riprendere le attività il prima possibile, ma in sicurezza per lavoratori e spettatori. 

"Siamo pronti - ribadisce infine Agis - a riaprire nel più breve tempo possibile e ad assumerci la responsabilità che ne discenderà anche per la tutela della salute dei lavoratori, ma sarà necessario e imprescindibile tener conto di alcune specificità nel rimettere in moto la macchina dello spettacolo in così breve tempo. Aprire un teatro o un cinema, limitandone fortemente gli accessi, vuol dire, ovviamente, non garantire la sostenibilità economica dell’attività stessa".

"Su questo riteniamo debba aprirsi una riflessione che includa regioni ed enti locali che condividano con noi la necessità di pianificare, almeno in una prima fase, attività di animazione culturale diffusa e di garantire, nella loro peculiarità territoriale, la funzione anche di attrazione turistica svolta dai festival". 

Manuela Marascio

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