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Scuola e formazione | 04 marzo 2020, 14:20

Coronavirus, la decisione del Governo: scuole chiuse fino a metà marzo

E' quanto emerso dalla riunione tra il premier Conte e i ministri a Palazzo Chigi. Ufficiale anche lo stop delle attività anche da parte dell'Università di Torino

Coronavirus, la decisione del Governo: scuole chiuse fino a metà marzo

Altro che riapertura degli istituti lunedì prossimo il Governo ha deciso per la chiusura di tutte le scuole e gli atenei fino a metà marzo per gli effetti del coronavirus. 

E' quanto emerso dalla riunione tra il premier Giuseppe Conte e i ministri a Palazzo Chigi. Uno scenario che, però, non trova la conferma del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, secondo cui “Nessuna decisione sulle scuole è stata presa, non c'è la chiusura al momento. Abbiamo chiesto al comitato tecnico-scientifico una valutazione, un parere se lasciare aperte le scuole o se chiuderle che sia proporzionale allo scenario epidemiologico del paese in questo momento. Questa decisione arriverà nelle prossime ore”.

Intanto prosegue anche lo stop dell'Università: "In via precauzionale, a fronte del perdurare dell'attuale situazione di incertezza sulla diffusione del Coronavirus, l'Ateneo di Torino ha deciso di prolungare la sospensione delle attività didattiche in presenza (lezioni ed esami) fino al 15 marzo, in tutte le sedi dell'Ateneo incluse le sedi extrametropolitane", viene comunicato con una nota ufficiale. "Contestualmente verrà potenziata l'erogazione dei servizi didattici con modalità a distanza. Inoltre, con Decreto Rettorale n. 893/2020 del 3 marzo, è stata approvata la modalità di svolgimento degli esami di laurea mediante strumenti di videoconferenza".

Stesse modalità al Politecnico di Torino: dal 9 marzo parte la teledidattica per esami e lezioni. "Sono convinto - spiega il rettore Guido Saracco - che da questa crisi il mondo universitario italiano nel suo insieme in uscirà rafforzato e più moderno". Sui tre casi di positività riscontrati nell'Ateneo (un docente, uno studente e un dottorando), Saracco ha puntualizzato: "Non c'è alcun focolaio, abbiamo lavorato per individuare tutti i contatti avuti dalle tre persone con altri studenti, docenti e personale. Sono già stati tutti stati avvisati e sono sotto controllo, a breve per molti finirà la quarantena e alcuni hanno già avuto esito negativo dal test sul virus. Quindi, le molte preoccupazioni che sento non sono fondate".

Di sicuro, a fronte di tutte queste notizie, gli italiani dovranno cambiare stile di vita almeno per 30 giorni. Niente strette di mano, niente abbracci, basta meeting e congressi, stop alle manifestazioni, anche a quelle sportive. Le partite di calcio, semmai, potranno avvenire solo a porte chiuse, come ha lasciato intendere il ministro dello Sport Spadafora. Ma il Governo deciderà nelle prossime ore la soluzione definitiva.

L'esecutivo mira anche a potenziare il sistema sanitario, con un aumento del 50% dei posti nelle terapie intensive, quelle più sotto pressione in emergenza coronavirus. Per quel che riguarda lo sforamento del deficit, la richiesta potrebbe arrivare venerdì in Parlamento.

 

redazione

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