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Economia e lavoro | 05 febbraio 2020, 12:40

Crisi Martor, trattativa in fase avanzata per il ricollocamento di oltre cinquanta lavoratori

Si è definito che 47 passeranno in T.erre e 10 verranno ricollocati presso le società STAT di Beinasco e KGR di Brandizzo

Crisi Martor, trattativa in fase avanzata per il ricollocamento di oltre cinquanta lavoratori

La Fiom Cgil di Torino rende noto che nella giornata di ieri, martedì 4 febbraio, si è tenuto un incontro sindacale presso l’Unione Industriale di Torino con la partecipazione delle Direzioni di Martor S.p.a., di Kgr S.p.a. e del Gruppo Borghi S.p.a.

In quella sede si è definito che 47 lavoratori passeranno in T.erre e 10 lavoratori verranno ricollocati presso le società STAT di Beinasco e KGR di Brandizzo.

La T.erre, società del Gruppo Borghi, opererà presso l’attuale stabilimento Martor di Brandizzo.

Per i restanti lavoratori è previsto l’utilizzo di un ulteriore anno di ammortizzatore sociale, l’erogazione di incentivi all’esodo, la ricollocazione attraverso percorso di outsourcing, e il diritto di precedenza fino a tutto il 2022 nel caso di nuove assunzioni presso la nuova società di Brandizzo.

La prossima settimana verrà sottoscritto tra le parti il verbale previsto dalla procedura dell’art. 47 a compimento dell’affitto di ramo d’azienda, e i relativi accordi sindacali.

Edi Lazzi segretari della Fiom Cgil di Torino e Luca Pettigiani responsabile della Martor per la Fiom di Torino dichiarano: Non siamo completamente soddisfatti dell’esito della vertenza Martor, ma solo grazie alla mobilitazione dei lavoratori si è riusciti a modificare la proposta iniziale che prevedeva il salvataggio di soli 45 lavoratori, garantendo invece la possibilità di continuare ad avere un lavoro a 57 lavoratrici e lavoratori, affiancando a questo l’ammortizzatore sociale e future possibilità di ricollocazione. Questa vicenda, come molte altre sul nostro territorio, conferma che senza un’azione forte e coordinata tra Istituzioni e parti sociali per il rilancio industriale dell’area torinese, proseguirà la perdita di produzioni e posti di lavoro, facendo pagare alle lavoratrici e ai lavoratori il prezzo più alto.”

comunicato stampa

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