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Sanità | 11 gennaio 2020, 15:55

Nursind: "Mancano posti letto". Ecco la replica dell'Asl To4

Polemica sull'iperafflusso nei presidi di Chivasso e Ciriè

L'ospedale di Chivasso

L'ospedale di Chivasso

Troppa gente che ha bisogno di cure e pochi, pochissimi letti. Siamo nell'ospedale di Chivasso ed in quello di Ciriè e la denuncia arriva da Giuseppe Summa, segretario di Nursind. "Negli ultimi giorni in concomitanza con il periodo festivo, i pronto soccorso dell'Asl TO4 sono stati presi letteralmente d'assalto e il peggio deve ancora arrivare considerato che l'influenza non ha raggiunto il suo picco - ha fatto sapere Summa in una nota stampa diffusa in questi giorni -. Il problema non è tanto il numero di passaggi, ma dei pazienti che restano per giorni e giorni in attesa di ricovero".

Nursind sostiene che a Chivasso dal 1 gennaio ad oggi sono quasi 700 i passaggi, e il giorno dopo capodanno in Pronto Soccorso si è arrivati ad avere 100 pazienti in totale.

Anche il nosocomio Ciriacese ha toccato circa 600 passaggi dal 1 Gennaio.

"Sono stati inviati invano diverse volte fax al 118 per esaurimento barelle e punti di ossigeno - denuncia -. Lavorare in queste condizioni è veramente difficile se non impossibile. Ho fatto personalmente visita al Pronto Soccorso di Chivasso e ciò che ho visto con i miei occhi mi ha lasciato senza parole. Non che negli anni passati non avessimo assistito a scene simili, ma non si smette mai di provare disappunto in queste situazioni. Fatti di questo tipo non sono normali, ma ormai sembrano non sdegnare più nessuno".

Il segretario sostiene di aver visto "barelle una accanto all'altra e incastrate ovunque, senza possibilità di garantire la privacy, personale stremato che ce la mette tutta per garantire ugualmente un'assistenza dignitosa e rispondere ai bisogni dell'utenza".

Nursind aveva già fatto notare come la situazione fosse invivibile. "Il personale assunto per potenziare il pronto soccorso, non solo non ha avuto il tempo di essere formato e di divenire autonomo, ma si è ritrovato a coprire turni di dipendenti assenti mai sostituiti, andando di fatto a ristabilire la normale dotazione organica già insufficiente, anziché potenziarla. Per non parlare del personale medico di Chivasso, che dopo le ore 20 ormai da diverso tempo diminuisce di 1 unità e che non si vede garantito la refertazione di alcuni esami radiologici dopo le 22, aumentando così i tempi di attesa e di stazionamento in pronto soccorso dei pazienti".

A peggiorare poi la situazione del pronto soccorso Chivassese è l'estensione territoriale della provenienza dell'utenza e dei mezzi di soccorso, con pazienti provenienti dall'Astigiano e dal Vercellese. "Come Sindacato non stiamo monitorando solo i pronto soccorso di Chivasso e Ciriè, ma anche di Ivrea, Cuorgnè e Lanzo, con particolare attenzione anche ai reparti di degenza che in questo periodo sono messi a dura prova. Considerato che il picco influenzale è in arrivo, nell'immediato chiediamo ulteriori assunzioni di infermieri e OSS e aumento dei posti letto senza ridurre troppo l'attività chirurgica che costringerebbe i cittadini a rivolgersi ulteriormente verso il privato. Mentre nel lungo termine avremo bisogno di maggiore coinvolgimento nella stesura del piano per l'iperafflusso e percorsi alternativi a gestione infermieristica come avviene in altre Regioni. Infine considerato che il problema del Pronto Soccorso di Chivasso è ormai diventato cronico, serve un tavolo di confronto urgente che coinvolga Azienda, Organizzazioni Sindacali e forze politiche con l'obiettivo di trovare soluzioni condivise", ha aggiunto Summa.

Pronta la replica dell'azienda sanitaria, che ha risposto a Summa con un comunicato stampa. "Già mesi fa, come ogni anno - scrivono i vertici aziendali -, è stato definito il piano aziendale per la gestione dell’iperafflusso invernale, con l’obiettivo complessivo di evitare disagi agli utenti". Tra le misure prese in considerazione, anche l'aumento di posti letto. "Sono stati identificati posti letto aggiuntivi negli Ospedali aziendali, così suddivisi: 6 nel Presidio ospedaliero di Chivasso, 10 nel Presidio ospedaliero di Ciriè-Lanzo e 15 nel Presidio ospedaliero di Ivrea. Come negli anni precedenti, l’iperafflusso sarà gestito con la massima attenzione a consentire tutta l’attività chirurgica programmata; in caso si rendano necessarie occasionali riduzioni, avranno priorità le patologie oncologiche e traumatologiche".

L'Asl To4 sostiene che "al momento, nei Pronto Soccorso non si è ancora verificato un aumento degli accessi di carattere stagionale". A determinare un aumento di pazienti non è stata l'influenza ma "una maggiore incidenza di eventi respiratori, talvolta con ricaduta sull'apparato cardiovascolare". Poi ha aggiunto: "Questo ha comportato un lieve incremento dei tempi di degenza in Pronto Soccorso o del tempo d'attesa per i mezzi di soccorso nel passare in consegna i pazienti, senza però mai determinare condizioni di interruzione del servizio. In ogni caso, tale condizione si è svolta senza criticità per la sicurezza dei pazienti, che hanno trovato tutti l'assistenza di cui necessitavano, e si è sempre garantito il regolare turnover nelle postazioni di trattamento e cura".

a.g.

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