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Economia e lavoro | 02 dicembre 2019, 12:20

Comital Lamalu: il gruppo cinese vuole assumere solo metà dei dipendenti. I sindacati: "Estendere a tutti i 130 lavoratori"

Fiom, Fim e Uilm: "Chiediamo che siano usati anche gli ammortizzatori sociali. Ci appelliamo alle istituzioni"

Comital Lamalu: il gruppo cinese vuole assumere solo metà dei dipendenti. I sindacati: "Estendere a tutti i 130 lavoratori"

Nubi nere sul futuro si un'altra grande vertenza che sta interessando il mondo metalmeccanico di Torino e provincia. Sì tratta di Comital Lamalu, le due aziende di Volpiano che hanno visto mettere a rischio ben 130 posti di lavoro e che con il fallimento hanno dovuto attendere due bandi da parte della curatela per trovare nuovi investitori.

Investitori in arrivo dalla Cina, ma sembra che non per tutti ci sia un futuro sicuro. A raccontarlo sono proprio Fim, Fiom e Uilm, al termine di un incontro che si è tenuto questa mattina alla presenza della società cinese interessata all’acquisizione e alla curatela."La società cinese interessata all’acquisizione di Comital-Lamalu, insiste in una operazione che prevede il  passaggio nella nuova società del solo 50% della forza lavoro entro il 2020, senza l’utilizzo degli ammortizzatori sociali".

"Riteniamo fondamentale - aggiungono -, per il futuro industriale della nuova società, che il passaggio di lavoratori nella nuova società debb essere esteso a tutti i lavoratori ad oggi ancora in forza e inoltre chiediamo con forza l’intervento delle istituzioni a tutti i livelli per garantire l’occupazione e l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per l’avvio della nuova società".

Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte, assieme a Jessica Costanzo, Deputato M5S, ha affrontato la questione Comital-Lamalu: ''Mantenere tutti i posti di lavoro di Volpiano deve essere l'obiettivo di ogni Istituzione a partire dalla Regione Piemonte. Non è accettabile la proposta dell'azienda cinese che ha comunicato l'intenzione di rilevare lo stabilimento tagliando però del 50% la forza lavoro senza ricorrere agli ammortizzatori sociali''. 

''La Regione Piemonte deve far sentire la propria voce, subito, convocando i vertici aziendali e proponendo una proposta alternativa di concerto con il Governo. Questo territorio non può sopportare un'altra operazione di macelleria sociale''.

Massimiliano Sciullo

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