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Cronaca | 28 novembre 2019, 11:32

Trapianto di fegato-lampo alle Molinette per salvare una donna che aveva mangiato la temibile Amanite falloide

Nei giorni scorsi, insieme al marito che è ancora ricoverato all'ospedale di Chivasso in condizioni meno gravi, aveva consumato i funghi raccolti dall'uomo. I medici avevano solo 48 ore per evitare che la 57enne morisse

Trapianto di fegato-lampo alle Molinette per salvare una donna che aveva mangiato la temibile Amanite falloide

Ha mangiato uno dei funghi più velenosi e mortali presenti nel nostro ambiente naturale e soltanto un trapianto di fegato effettuato in grande urgenza l'ha salvata. E' successo alle Molinette, dove una donna è arrivata in seguito a un pasto a base di funghi, tra cui appunto proprio la temibile Amanite falloide (Amanita Phalloides). 

Giovedì scorso la coppia, che risiede in provincia di Torino, aveva mangiato ciò che il marito aveva appena raccolto nei boschi. Nella notte di venerdì i due hanno cominciato a stare male e sono stati trasportati al Pronto soccorso dell'ospedale di Chivasso. La donna di 57 anni però continuava a peggiorare sensibilmente tanto da essere stata trasferita prima in Rianimazione e poi nella giornata di domenica nella Terapia Intensiva epatologica (diretta dal dottor Antonio Ottobrelli) dell'ospedale Molinette con una necrosi epatica acuta.

Lunedì, dopo tutti gli accertamenti e gli approfondimenti è stata trasferita nella Rianimazione 2 ospedaliera (diretta dal dottor Roberto Balagna), ma soprattutto é stata inserita in lista d'attesa trapianto in super urgenza nazionale per insufficienza epatica acuta. Da quel momento avrebbe avuto massimo 48 ore di vita se non fosse arrivato un fegato compatibile da trapiantare. Grazie al Coordinamento regionale trapianti piemontese (diretto dal professor Antonio Amoroso), nella notte tra lunedì e martedì si é reso reperibile un fegato proveniente da un uomo deceduto in un'altra regione italiana. Nella giornata di martedì con una corsa contro il tempo è stato effettuato un lungo e complicato trapianto di fegato, durato circa 8 ore, effettuato dal professor Renato Romagnoli (direttore del Centro trapianti di fegato) in collaborazione con il dottor Francesco Lupo. L'intervento è tecnicamente riuscito ed ora la paziente è in fase di recupero, ricoverata in Terapia intensiva (diretta dal dottor Roberto Balagna). Nel frattempo il marito è ricoverato presso l'ospedale di Chivasso con lieve danno epatico ed un danno renale acuto. 

Massimiliano Sciullo

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