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Cronaca | 05 novembre 2019, 16:24

’Ndrangheta, il procuratore antimafia a Torino: "L’associazione non è più frammentata, ma opera a livello globale" [VIDEO]

Raffiche di arresti per traffico internazionale di stupefacenti: coinvolte le locali di Volpiano e San Giusto Canavese. I soldi della droga investiti in attività commerciali intestate a prestanome

’Ndrangheta, il procuratore antimafia a Torino: "L’associazione non è più frammentata, ma opera a livello globale" [VIDEO]

 

"Il concetto di una ‘ndrangheta frammentata è superato, l’associazione tende sempre più ad aggregarsi muovendosi con padrini e capi società che operano sul territorio globale”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, dopo la raffica di arresti nei confronti di alcuni esponenti delle locali di Volpiano e San Giusto Canavese. “L’attività criminale delle due locali -ha aggiunto il magistrato - dimostra quanto sia pervasiva e pericolosa questa organizzazione che, nonostante i provvedimenti giudiziari, continua a operare e allargare le proprie capacità sul territorio non solo piemontese. Vi è un asse che lega la ‘ndrangheta del centro e del nord Italia con i luoghi di origine in Calabria, senza dimenticare il traffico internazionale di stupefacenti, con rotte che sono la Spagna da un lato e dall'altra i porti del nord Europa, come Anversa e Amsterdam, dove l’associazione ha delle vere e proprie basi. Si muovono come una holding che ha riferimenti ovunque”. 

“Questi arresti dimostrano che la ’ndrangheta c’è, ma che anche lo Stato è presente sul territorio”, ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Torino Francesco Rizzo, che ha poi aggiunto: “È un’indagine durata tre anni, che ha permesso di individuare l’organigramma di due locali a Volpiano e San Giusto Canavese, con 64 arresti eseguiti dai carabinieri e 80 kg di droga recuperati”. Contestualmente, la Guardia di finanza ha eseguito due arresti (uno ai domiciliari), tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e un’interdizione di 6 mesi a un commercialista di Settimo Torinese che avrebbe assistito gli ‘ndranghetisti per la costituzione di false società finalizzate al riciclaggio del denaro. Il comandante regionale della Guardia di finanza, Giuseppe Grassi ha spiegato che “i soldi ottenuti con il traffico di stupefacenti venivano reimpiegati su centri scommesse e altre attività commerciali, ad esempio una torrefazione, un ortofrutta, bar e ristoranti. In questo modo - ha aggiunto Grassi - anche servendosi di avvocati e professionisti la ‘ndrangheta controlla il territorio”. L’indagine ha preso avvio nel 2016 e negli anni ha permesso di ricostruire l’organigramma delle due locali, facenti capo rispettivamente alle famiglie Agresta e Assisi, attive nella provincia di Torino, con interessi in Italia e all’estero, in particolare Spagna e Brasile. Gli inquirenti sono risaliti ai canali di approvvigionamento degli stupefacenti, individuando i componenti di due organizzazioni specializzate nel traffico e smercio della droga, entrambe controllate dalla ‘ndrangheta e collocate a Volpiano e nel quartiere Barriera Milano.L’operazione ha, inoltre, portato al sequestro di circa 80 kg di sostanza stupefacente, denaro contante per circa 50 mila euro e documentate intestazioni fittizie di beni mobili, immobili e quote societarie.Fra i soggetti individuati dalle Fiamme Gialle anche un commercialista che ha collaborato per reinvestire parte dei proventi derivanti dal traffico di droga in attività economiche a Settimo Torinese e Volpiano: noleggio delle slot machine, torrefazione, centro scommesse e una palestra. Tutte aziende intestate a prestanome compiacenti, così da eludere eventuali misure di prevenzione che avrebbero potuto portare al sequestro delle stesse imprese.

Marco Panzarella

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