/ Economia e lavoro

Che tempo fa

Cerca nel web

Economia e lavoro | 09 ottobre 2019, 16:08

A Settimo Torinese si apre il fronte Olisistem Start: numeri da nuova "Embraco"

Domani lo sciopero dei lavoratori: sono a rischio 400 posti di lavoro su importanti commesse bancarie

A Settimo Torinese si apre il fronte Olisistem Start: numeri da nuova "Embraco"

Un altro sciopero nel mondo produttivo di Torino e provincia. E ancora una volta numeri da far correre i brividi lungo la schiena. Domani incroceranno le braccia a Settimo Torinese i dipendenti della Olisistem Start

"Il rischio occupazionale - spiega Vito Bianchino,  coordinatore nazionale di Fim-Cisl per Olisistem Start - riguarda 400 lavoratori su importanti commesse bancarie. Sono tutti tecnici informatici e operatori di call center a supporto principalmente di importanti gruppi bancari ed assicurativi". 

Lo sciopero è stato indetto a livello nazionale, nell’ambito di uno stato di agitazione sindacale già in corso, al termine dell’incontro di ieri nella sede aziendale di Milano, tra il coordinamento sindacale nazionale Fim Cisl e i vertici aziendali. Olisistem Start è un’azienda partecipata totalmente dalla “Alma Spa” agenzia per il lavoro. Alma ha la proprietà di molteplici società italiane che operano nei capi della logistica, dei servizi postali, dei call center, dei servizi IT e così via. "Ma oggi - spiega il sindacalista di Fim Cisl - si trova in stato di concordato preventivo dopo che in un passato recente l'azienda è stata oggetto di indagine della procura di Napoli. Indagini che sono sfociate in interventi giudiziari nei confronti di alcuni vertici aziendali". 

Difficoltà che inevitabilmente si sono riflesse anche su Olisistem Start "con la conseguente perdita di commesse che sta aggravando la delicata situazione finanziaria in essere - commenta Bianchino -. Olisistem Start a livello nazionale su più sedi conta ancora oggi circa 1900 dipendenti di cui 1000 sul comparto metalmeccanico. Il comparto metalmeccanico soffre anche di una particolare situazione in quanto non ha la “clausola sociale” per i cambi appalti ed in più la CIG non trova applicazione in quanto società ritenuta per l’INPS a maggioranza servizi, per cui vige il FIS, una forma di cassa integrazione ridotta e meno tutelante".

Un rebus dalla difficile soluzione, insomma. "I vertici aziendali hanno dichiarato di voler procedere per la salvaguardia societaria con affitti ad altre aziende del settore di alcuni rami aziendali senza però dare oggi le garanzie oggettive per il mantenimento degli attuali occupati - proseguono i rappresentanti dei lavoratori - e questo evidenzia la necessità urgente dell’attivazione di un tavolo di crisi Istituzionale per il quale la Fim-Cisl ha già inviato specifica richiesta".

"E' urgente che il Ministero e le Regioni di concerto convochino Azienda, Organizzazioni Sindacali e le principali committenze tra i quali importanti aziende bancarie e partecipate pubbliche, per evitare che le sorti aziendali vengano gestite a tavolino da pochi e si presenti solo a cose fatte il conto occupazionale ai lavoratori ed alla società - conclude Bianchino -. Non è accettabile che in un Paese come il nostro siano i lavoratori a pagare il prezzo di comportamenti illeciti di pochi che hanno generato il problema sulla capogruppo Alma e a cascata sulla Olisistem Start".

Per molti dei lavoratori oggi presenti a Settimo è un deja vu’. Nel 2013 la grave crisi di precedenti aziende ha trovato soluzione in extremis con l’arrivo a Torino della Olisistem che diede continuità a oltre 300 persone a rischio disoccupazione. "Oggi quelle persone chiedono garanzie. Garanzie che possono arrivare solo se c’è l’impegno di tutte le parti sopra richiamate”.

Massimiliano Sciullo

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium