/ Attualità

Che tempo fa

Cerca nel web

Accadeva un anno fa

Attualità | 15 agosto 2019, 11:04

Nadia Toffa, il coraggio della testimonianza

La conduttrice de ‘Le Jene’ nelle parole accorate del giornalista cattolico Maurizio Scandurra

Nadia Toffa, il coraggio della testimonianza

Si moltiplicano gli attestati di stima in ricordo di Nadia Toffa, la giovane e valente conduttrice tv bresciana spentasi troppo presto all’età di soli 40 anni.

La Toffa aveva stoffa, e non è affatto un gioco di parole. Davanti alle telecamere, dietro le quinte, a riflettori spenti. Sempre. Esiste un tempo per vivere, e uno per lasciare un segno. Lei ha fatto ambedue le cose. E la testimonianza, unita al valore del ricordo, impreziosisce di un’aurea immortale una vita spesa e tesa tutta alla ricerca della verità, in nome del bene comune, con le grandi inchieste che ha firmato. Questa è forse l’eredità più preziosa lasciatoci in pegno dalla cara collega Nadia, specialmente per noi operatori dell’informazione: che, da oggi, abbiamo di certo un punto di riferimento in più cui rifarci senza dubbio nell’esercizio virtuoso della professione, e non solo”.

Per poi aggiungere: “Molto più che una giornalista: una martire del dolore e del lavoro instancabile e prolifico, quasi eroico, che si fa condivisione, aiuto, forza e speranza per quanti versano nelle medesime o in ancor ben più gravi condizioni, incarnando pienamente il motto di San Paolo secondo Cui “Tutto posso in Colui che mi dà forza”. Anche tacitare le futili e sterili maldicenze degli invidiosi e dei nemici, come in modo magistrale ha fatto lei. Un monito a riscoprire il valore e la forza del sorriso, la sola energia che proviene dal cuore e fa sì che via sia luce anche laddove tutto appare impossibile”.

Così Maurizio Scandurra, stimato critico musicale, nonché giornalista, imprenditore, benefattore e soprattutto appassionato saggista cattolico.

Considero Nadia Toffa, insieme a Fabrizio Frizzi, una delle parabole ascendenti più belle, sincere e intense della nostra televisione. Anche se, entrambe, durate pochissimo, ma ugualmente e universalmente amate dagli italiani di cuore: forse, perché Dio è sempre così intensamente geloso dei propri campioni. Dei propri figli eletti, cui affida spesso e volentieri compiti e destini importanti, per lo più incomprensibili agli uomini. Il Paradiso è il luogo dei migliori, ove non v’è posto alcuno senonché per i cuori puri e le anime rare, proprio come Nadia e l’altrettanto adorato e indimenticato conduttore bolognese. E il fatto che sia volata via nella scia lasciata dalle stelle a San Lorenzo dimostra che il suo viaggio continua, ed è pur sempre, di nuovo, un viaggio di luce”.

Riprende poi Scandurra: “Una donna e una professionista, Nadia Toffa, che coniugava in sé equilibrio e serietà, ricerca del vero e senso della misura, sempre comunque naturalmente orientata a una dimensione di analisi del reale che nell’esame speculare del contingente e nel fine di pubblica utilità trovava la sua parte migliore. Una persona di talento che ha saputo dar prova della ricerca di Dio anche nella malattia – e per questo insostituibile testimone moderna della fede cristiana in questi tempi moderni e secolarizzati - considerandola un dono proprio perché anch’essa parte della vita, e un’esemplare attitudine ad accettare il presente, calandosi a piè pari nell’attualità della sofferenza propria e altrui con impareggiabile stile e maestria. Anche - e in special modo - nel perdono sincero che ha saputo elargire a favore di chi, delatore inopportuno, noncurante di un difficile e strenuo calvario quotidiano, proferiva parole di condanna e giudizi fuori luogo altrettanto severi e immotivati sui vari social media. Da Nadia Toffa mai un giudizio né un rimprovero per costoro, ma sempre un invito costante al dialogo, alla comprensione, a quell’empatia basilare per riconoscersi fondamentalmente tutti umani - ed eguali - sotto lo stesso Cielo. Ci mancherà di te la lealtà, l’umiltà, la benevolenza e quello sguardo vivo e gioioso, viatico di speranza e conforto per quanti qui, ora, continuano ogni giorno di più a giocarsi, proprio come hai fatto tu, la battaglia più importante: la partita della vita”, conclude commosso Maurizio Scandurra.

Alla famiglia della straordinaria artista bresciana, al Capo Progetto Davide Parenti, alla Redazione Tutta de ‘Le Iene’, al Gruppo ‘Mediaset’ le mie più sincere condoglianze, e ogni apprezzamento e condivisione profonda per il toccante post rilasciato in sua memoria sui social”.

c.s.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium