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Cronaca | 08 luglio 2019, 15:52

I boss del Canavese, padre e figlio, arrestati in Brasile: per loro l'accusa è di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti [VIDEO]

Nicola e Patrick Assisi, latitanti, sono stati trovati in possesso di pistole e cocaina, oltre a migliaia di banconote. Il genitore deve anche scontare una pena di 14 anni. La loro villa a San Giusto Canavese è stata sequestrata

I boss del Canavese, padre e figlio, arrestati in Brasile: per loro l'accusa è di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti [VIDEO]

 

All'alba di questa mattina, in Praia Grande (nello stato di San Paolo), la Polizia Federale del Brasile, a conclusione di un indagine condotta in cooperazione internazionale con i Carabinieri di Torino, coordinati dalla locale DDa e supportati dell’esperto per la Sicurezza della DCSA nel paese sudamericano, ha arrestato padre e figlio.

Si tratta di Nicola Assisi, nato a Grimaldi (CS) il 15 marzo del 1958, e di Patrick Assisi, 35enne originario di Chivasso. Entrambi sono stati colpiti da provvedimento restrittivo perché responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e inseriti nel noto elenco dei 100. In più, Nicola Assisi deve anche scontare una pena definitiva di 14 anni.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 2 pistole, 1 kg di cocaina e una macchina per replicare sigilli per container. Le pistole erano nascoste in un vano  del box di controllo della piscina, la droga in una camera segreta occultata da una falsa parete.

Durante le fasi dell'arresto è stata sequestrata una quantità tale di banconote che gli investigatori sono stati costretti a pesarle invece che contarle, per un totale di 20 chilogrammi. Al momento dell'arresto, il figlio Patrick indossava la maglietta con la foto del padrino con la scritta "the godfather".

Intanto, Villa Assisi, a San Giusto Canavese, è stata posta sotto sequestro. "L'arresto di Nicola Assisi - ha commentato il vicesindaco della Città metropolitana di Torino, Marco Marocco - ripropone con forza la necessità di un progetto condiviso sulla destinazione della villa di San Giusto Canavese. Chiunque abbia a cuore la legalità, vorrebbe dare al bene confiscato una destinazione anche simbolica importante per il territorio, ma non dobbiamo nasconderci allo stesso tempo le grandi difficoltà che gli Enti pubblici incontrano in questi casi".

 

m.d.m.

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