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Politica | 06 giugno 2019, 10:25

"Crocifisso in tutte le stanze dell'ospedale di Chivasso": è polemica

Il direttore dell'Asl To4: "Scelta mia. La richiesta partita un anno fa". Ironico Viale (Radicali): "Chissà se farà mettere anche un rosario appeso ai letti". Grimaldi (Leu): "Non ci rassegneremo. Tanti credenti e non credenti su questo la pensano allo stesso modo"

"Crocifisso in tutte le stanze dell'ospedale di Chivasso": è polemica

Polemica sulla lettera inviata dal direttore del presidio dell'ospedale di Chivasso, il dottor Alessandro Girardi, che annuncia come dal 10 giugno in tutte le stanze di degenza verranno posizionati i crocifissi.

La missiva, inviata alla direzione generale e al coordinamento degli infermieri dell'Asl TO4, è rimbalzata immediatamente su internet. "Si comunica - si legge nel documento - che a partire dal 10 giugno e a seguire verranno posizionati presso tutte le stanze di degenza del presidio i crocifissi. Si raccomanda la massima disponibilità di accesso affinché la Manutenzione possa svolgere in tempi brevi il posizionamento. Firmato il direttore del presidio di Chivasso dott. Alessandro Girardi". 

Tra i primi a postarlo nella tarda serata di ieri il ginecologo ed esponente dei Radicali Silvio Viale. "C’è sempre - ha scritto su Facebook - qualcuno più salviniano di Salvini. Chissà se farà mettere anche un rosario appeso ai letti". "Al Sant'Anna - spiega - su 87 stanze, ci sono 21 crocifissi: 14 sono in Oncologia, 7 alla Brest Unit, nessuno in Ostetricia". "Nessuno è mai intervenuto a togliere questo simbolo religioso, né ad imporne la collocazione. C'è la massima libertà di espressione, ma è doveroso difendere la laicità degli ospedali", conclude Viale.

“È inaccettabile”, hanno affermato questa mattina i coordinatori radicali Boni, De Grazia e Degiorgis, “che in uno Stato di diritto laico, come dovrebbe essere il nostro, il principale problema dell’ASL sia quello di posizionare simboli religiosi cattolici all’interno delle camere di degenza. Gli ospedali sono luoghi pubblici. Luoghi che dovrebbero rispettare in prima persona la laicità delle istituzioni, a garanzia del credo, della fede e della sensibilità di ogni singola persona”.

Critico anche il consigliere regionale di Leu Marco Grimaldi. "Prima di polemizzare e chiedere spiegazioni - scrive su Facebook - mi sono immaginato questo film: noi perdiamo le elezioni, il Dottore in questione manda questa lettera per attirare l’attenzione, noi polemizziamo e lui si fa difendere da chi le ha vinte". 

"Più della laicità, dei decreti regi, delle tante sentenze mai definitive - continua Grimaldi - su questa vicenda, ciò che è penoso è questo meccanismo. Bacia il rosario, appendi il crocifisso e, il giorno stesso, magari spiegaci anche che la colpa di questa crisi è di chi scappa dalla guerra e dalla miseria". "Non ci rassegneremo a sto schifo, e tanti credenti e non credenti su questo la pensavo allo stesso modo" conclude l'esponente di centrosinistra.

A replicare alle accuse il direttore dell'Asl To4 Lorenzo Ardissone, che spiega come "questa scelta è mia e non del Direttore dell'ospedale Girardi". Durante i lavori alcuni crocefissi si erano rotti, da qui l'idea di sostituirli. E sulla coincidenza della richiesta con le Regionali, Ardissone precisa: "era stata fatta un anno fa: se qualcuno pensa che un direttore faccia una scelta del genere per compiacere un nuovo governo regionale allora siamo messi davvero male”.

Cinzia Gatti

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