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Economia e lavoro | 06 giugno 2019, 10:00

Serie A, una delle stagioni più pazze di sempre

Quello che si è appena concluso è stato senza ombra di dubbio uno dei campionati più folli, interessanti ed entusiasmanti della storia recente della nostra Serie A.

Serie A, una delle stagioni più pazze di sempre

Quello che si è appena concluso è stato senza ombra di dubbio uno dei campionati più folli, interessanti ed entusiasmanti della storia recente della nostra Serie A. Eccezion fatta per la Juventus che dopo l'arrivo di Cristiano Ronaldo ha aumentato ancor di più il divario tecnico dalle concorrenti, per buona parte della stagione, quasi tutte le squadre hanno lottato per il raggiungimento dei propri obiettivi e, alla fine, tutto è stato deciso all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Se la lotta in zona Champions ed Europa League è stata serrata sino alla fine, in zona retrocessione le cose non sono andate diversamente e ne hanno giovato l’equilibrio e la spettacolarità del campionato.La supremazia della Juventus e la bagarre in zona Champions

Paradossalmente, la vittoria dello scudetto è stato l’unico verdetto che non è mai stato messo in discussione. La Juventus, reduce dalla vittoria di sette titoli consecutivi, pur avendo deluso in Europa, ha dominato in lungo e in largo ed ha conquistato lo scudetto con ben sei giornate di anticipo. Ciò, tuttavia, non ha fatto calare l’interesse dei tifosi nei confronti del campionato di Serie A che, anzi, mai come quest’anno è stato aperto e combattuto sino all’ultima giornata. Nelle zone alte delle classifica abbiamo assistito ad una lotta senza esclusione di colpi tra le favorite delle vigilia, ovvero Milan, Inter, Roma e Lazio, e le piacevoli rivelazioni Torino ed Atalanta. Mentre, da una parte, le compagini che all’inizio della stagione era date per favorite per la conquista della qualificazione alle coppe europee hanno reso al di sotto delle proprie possibilità e non sono mai riuscite a dare continuità ai propri risultati, la Dea e il Toro hanno sorpreso tutti con il loro gioco spettacolare e con la loro crescita continua ed inesorabile. Se, tuttavia, la cavalcata del Torino si è interrotta sul più bello ed i granata hanno dovuto dire addio al sogno Europa League, quella dell’Atalanta si è conclusa con un’impresa memorabile e Dea ha conquistato la prima qualificazione alla Champions League della propria storia. I ragazzi di mister Gasperini, dopo un avvio di stagione drammatico, sono cresciuti di partita in partita, sino a sopravanzare l’Inter ed a chiudere il campionato al terzo posto in classifica. Proprio l’Inter, dopo aver superato a fatica mille difficoltà, è riuscita a conquistare il quarto posto e la qualificazione alla Champions soltanto all’ultima giornata: questo risultato ha determinato la fine dell’avventura in panchina di Luciano Spalletti ed ha spinto la società a puntare tutto su Antonio Conte. L’arrivo del tecnico salentino, ad ogni buon conto, ha dato nuovo entusiasmo a tutto l’ambiente interista e non è un caso che al 4 di giugno, secondo le scommesse sul calcio su Betway, a quota 5,00 l’Inter sia considerata la principale rivale della Juventus per la vittoria del prossimo scudetto. Le altre due società che saranno chiamate a giocarsi l'Europa League saranno Milan e Roma. Mentre la partecipazione dei giallorossi non è in discussione, i rossoneri temono una penalizzazione da parte della UEFA che vorrebbe dire esclusione dalla competizione con contestuale ripescaggio del Torino.

L’attenzione è già rivolta alla prossima stagione

Il carrozzone della Serie A, ad ogni buon conto, non si ferma mai e nonostante i calciatori siano in vacanza da più di due settimane, per i dirigenti queste sono ore frenetiche per la programmazione della prossima stagione. Tra le big della classifica, le uniche certe del proprio futuro sono Inter e Napoli. Se, come detto, è certo che Antonio Conte sarà il prossimo allenatore dell’Inter, è altrettanto certo che Carlo Ancelotti l'anno prossimo siederà nuovamente sulla panchina del Napoli. La Juventus, invece, dopo aver chiuso anticipatamente il rapporto con Massimiliano Allegri, è ancora alla ricerca di un sostituto e tra i favoriti per sedere sulla panchina della Vecchia Signora sono stati menzionati Pep Guardiola, Maurizio Sarri e Mauricio Pochettino. Se, da un lato, quello di Guardiola è senza dubbio il profilo più intrigante ed interessante, dall’altro la trattativa volta a portare il catalano a Torino è anche la più complessa e l'opzione Sarri si fa di giorno in giorno sempre più concreta: nel caso in cui Guardiola dovesse restare sulla panchina del Manchester City, il presidente Agnelli ed il direttore sportivo Paratici tenteranno l’assalto a Maurizio Sarri. La medesima incertezza regna anche in casa di Milan, Lazio e Roma. I rossoneri sono certi che il prossimo allenatore non sarà Gennaro Gattuso ma, al contempo, la dirigenza non ha ancora individuato il possibile sostituito. L’indiziato principale, secondo Sport Mediaset,  era Simone Inzaghi che quest’anno alla guida della Lazio è riuscito ad aggiudicarsi la Coppa Italia, anche se nelle ultime ore il nome di Giampaolo è emerso con prepotenza. Siniša Mihajlović, che nelle scorse settimane era stato indicato come probabile sostituto di Simone Inzaghi sulla panchina della Lazio, ad oggi è il principale indiziato per sedere sulla panchina della Roma. Dopo aver detto addio prima ad Eusebio Di Francesco e, poi, a Claudio Ranieri, i giallorossi sono alla ricerca di un allenatore che possa dare tranquillità all’ambiente e che sia in grado di valorizzare al meglio tutti i giovani in rosa. I principali indiziati per assolvere a questo delicato compito potrebbero quindi essere Mihajlović o De Zerbi.

Il valzer delle panchine è appena iniziato e l’impressione è che nelle prossime settimane ne vedremo delle belle. I prossimi mesi, come di consueto, saranno caldissimi anche sotto il fronte calciomercato. Le dirette inseguitrici della Juventus hanno intenzione di ridurre il gap che le separa dai bianconeri e per farlo dovranno intervenire massicciamente sul mercato al fine di cercare di aggiudicarsi quei calciatori che possano far compiere loro il salto di qualità.

 

ip

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