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Speciale elezioni | 09 maggio 2019, 12:12

Salone del Libro, Rosso (Fdi): "I nazisti bruciavano i libri a loro sgraditi. Escludere Altaforte è un precedente pericoloso"

"Appendino e Chiamparino non sono i titolari dell’indice della stampa". "Il risultato di questa polemica? Si è fatta un’enorme pubblicità a una casa editrice sconosciuta ai più"

Salone del Libro, Rosso (Fdi): "I nazisti bruciavano i libri a loro sgraditi. Escludere Altaforte è un precedente pericoloso"

 

“I nazisti bruciavano i libri a loro sgraditi, oggi Appendino e Chiamparino si prendono la responsabilità di mettere al bando una casa editrice perché a loro non gradita”. Roberto Rosso, candidato alla Regione per Fratelli d’Italia, commenta così l’esclusione dell’editore Altaforte dal Salone del libro di Torino.

"Non conosco questa casa editrice, né ho mai letto un libro da essa pubblicato. Tuttavia – prosegue Rosso – questa censura preventiva è un precedente davvero pericoloso, visto che è molto relativo definire cosa sia pubblicabile o cosa no. Evidentemente sono Appendino e Chiamparino i titolari dell’indice della stampa, anche in aperto contrasto con la dichiarazione dei Diritti dell’uomo". All’articolo 19, infatti, si legge che "ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere".

"Sempre che – aggiunge il candidato Fdi – quanto scritto sui libri in questione piaccia al sindaco di Torino e al presidente del Piemonte, d’ora in poi. Altrimenti facciamo un bel rogo".

Ciò detto, Rosso nota anche come "si sia fatta un’enorme pubblicità a questa sconosciuta casa editrice. Chi voleva affossarla, l’ha soltanto aiutata. Come torinese, invece, sono contento che il nostro Salone, pur con una polemica piuttosto sterile, sia stato per giorni nelle aperture di tutti i giornali e di tutti i Tg nazionali. Evidentemente quel che succede qui è importante. Non vorrei che a Milano ora si inventassero pure loro una polemicuccia fascisti-comunisti, per essere considerati dalla stampa".

 

cpe

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