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Cultura | 14 aprile 2019, 09:35

Silvia Negro e René Bosio vincono PlayActor 5.20

L'innovativo format nato all'Officine Culturale di Chivasso che mette in gara coppie di attori guidate da un coach e che si sfidano sul palco in performance teatrali

Silvia Negro e René Bosio vincono PlayActor 5.20

Alla presenza di un folto pubblico si è chiusa la prima edizione di PlayActor 5.20, presso i locali de L’Officina Culturale in via Baraggino, nel Campus delle Associazioni ex-Tav. Si tratta del primo e unico contest attoriale a premi in Italia, ideato e diretto da Enrica Ciabatti e Gianluca Vitale, realizzato in collaborazione con Uilt Piemonte.
Le tre coppie finaliste, guidate dai rispettivi coach, si sono giocate sutto i riflettori la serata finale, in due manche: la prima su un copione fornito dai Direttori di gara, diverso per ogni coppia, la seconda una con una pièce inedita realizzata da ogni squadra per l'occasione. "La resa artistica finale, aldilà della classifica, è stata di alto livello per tutti i concorrenti - come hanno sottolineato i Direttori Enrica Ciabatti e Gianluca Vitale - e questo ci conforta sulla qualità del format, che verrà depositato in settimana presso la Camera di Commercio; la nostra intenzione è infatti quella di estenderlo a livello nazionale, grazie anche alla stratta collaborazione con la Uilt (Unione Italiana Libero Teatro, una federazione che raccoglie una considerevole parte delle compagnie teatrali italiane non professioniste), che ha creduto fin da subito in questo nostro progetto, e a ai contatti già avviati con importanti network televisivi, interessati alla novità di questo nostro format."
I risultati finali del contest, che vedevano sommate le votazioni di una Giuria Tecnica e del pubblico in sala dell'ultima serata a quelle ottenute nelle due serate precedenti, hanno quindi decretato la classifica definitiva. Ha vinto la coppia formata da Silvia Negro e René Bosio, provenienti da Alba e guidati dal coach Alessandro Marasso; al secondo posto ancora dua albesi: Chiara Rapalino e Alessandro Bosio, sotto la guida del coach Piero Cognasso; al terzo posto si sono classificati i torinesi Paola Ravizzotti e Silvio Di Nunzio, con il loro coach Elisa Denti. Il premio alla Migliore Attrice è andato a Chiara Rapalino, quello per il Miglior Attore a René Bosio, mentre il Miglior Coach è risultato Alessandro Marasso.

La gara, ispirata alla formula dei contest musicali e artistici televisivi, era però in questo caso riservata agli attori teatrali. Le prime due serate, a cui hanno partecipato numerose coppie di attori, sono state dedicate alle selezioni degli artisti che avrebbero partecipato alla gara vera e propria. Gli albesi Alessandro Baglio e Chiara Rapalino, René Bosio e Silvia Negro, anch’essi provenienti da Alba, insieme ai torinesi Silvio Di Nunzio e Paola Ravizzotti sono le tre coppie che si sono aggiudicate l’accesso alla fase finale, affidate rispettivamente ai coach Piero Cognasso, Elisa Denti e Alessandro Marasso, insegnanti nei corsi e laboratori teatrali de L’Officina Culturale. Con il loro supporto hanno affrontato un percorso che prevedeva la messa in scena, ogni 15 giorni, dei testi, diversi per ogni coppia, selezionati dai due direttori di gara Ciabatti e Vitale.

“PlayActor 5.20 rappresentava per noi una bella scommessa – commenta Vitale – che, alla luce di quanto si è visto, possiamo dire è stata brillantemente vinta: la formula è accattivante e innovativa e le performance sono state assolutamente all’altezza delle aspettative”. “Per poter valutare gli artisti nel modo più completo possibile – spiega ancora Gianluca Vitale, direttore artistico de L’Officina Culturale – abbiamo scelto ogni volta generi assolutamente diversi tra loro: tre diversi estratti da tragedie del teatro classico greco, da rivisitare in chiave multimediale, con supporti audio e video forniti dalla direzione di gara; un thriller psicologico suddiviso in tre parti, ognuna delle quali lasciata alla libera interpretazione di ogni coppia, anche questo corredato da supporti multimediali; tre diversi brani di teatro dell’assurdo e, infine, tre pièce inedite preparate dai concorrenti stessi. Fino ad ora tutti i concorrenti hanno dimostrato una grande versatilità e un ottimo livello artistico, anche in considerazione del poco tempo utile per preparare le loro performance; le valutazioni espresse dalla giuria tecnica e dal pubblico lo hanno confermato, con risultati che hanno visto, ogni sera, uno scarto minimo tra le coppie in gara".

Archiviata questa prima e più che positiva esperienza, L'Officina Culturale si metterà presto al lavoro per una seconda edizione di PlayActor 5.20 di cui sicuramente sentiremo parlare.

Flavio Giuliano

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