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Cronaca | 16 marzo 2019, 14:38

Settimo Torinese: proseguono i lavori del nuovo centro commerciale

Mentre proseguono le proteste dei cittadini per il megastore di corso Piemonte

Settimo Torinese: proseguono i lavori del nuovo centro commerciale

È ormai da più di un mese che sono cominciati i lavori per il nuovo megastore di Settimo in Corso Piemonte, tuttavia, il malumore dei cittadini settimesi non si è placato affatto, anzi è aumentato proprio con il sorgere del cantiere e delle prime colonne di sostegno in cemento armato. E la domanda che sorge spontanea e che dagli inizi ha alimentato la protesta è: “Era proprio necessario?”

Veder radere al suolo una delle poche aree verdi della città per edificare il decimo centro commerciale di Settimo Torinese non è stato piacevole per i residenti della zona, che si sono visti portare via lo storico campetto da calcio, punto di ritrovo di molti giovani, che, secondo gli accordi tra l’Amministrazione e i proprietari dell’area, è stato spostato a pochi metri di distanza.

Ma ciò che ha scatenato le contestazioni e i malumori principali non è stata la presenza o meno del campo da calcio in sé. Costruire un nuovo punto vendita, infatti, vuol dire mettere ancor più in difficoltà i piccoli commercianti locali, che già devono farsi forza per resistere all’ampia concorrenza settimese. Inoltre, la continua edificazione ai danni delle piccole aree verdi, non fa che peggiorare l’ambiente a la paesaggistica del territorio. Perché non investire nella ristrutturazione, al posto di continuare a spargere cemento? Perché non provare a salvaguardare le poche zone naturali cittadine, magari investendo proprio nella loro creazione e manutenzione?

Speriamo che le attuali proteste ambientali possano contribuire a migliorare e a salvaguardare l’ambiente, rendendo consapevoli i governi locali dei rischi a cui stiamo andando incontro. Di Terra ne abbiamo solo una, e se continuiamo a trascurarla e a maltrattarla singolarmente, le conseguenze future potrebbero risultare disastrose quanto irreversibili.

Alessandro Del Vago

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